il discorso della 2B


Ebbene sì, dopo un anno di duro lavoro il traguardo da noi tanto ambito è stato raggiunto. Grazie alla nostra professoressa Collina ed al suo spirito da Indiana Jones abbiamo potuto conoscere parti della città fuori dall’usuale veste caotica e frenetica e potuto immergerci in un’atmosfera quasi fiabesca. Le nostre escursioni si sono svolte per studiare un piccolo corso d’acqua: il Rio Ravone, che nasce nell’entroterra delle colline bolognesi, attraversa il fondovalle del Parco del Pellegrino per poi canalizzarsi all’altezza di Via di Ravone. Dopo queste gite c‘è sembrato impossibile non esserci mai accorti del rio; ci “conviviamo” da 12 anni e non ce ne siamo mai interessati, non gli abbiamo mai rivolto un pensiero, abbiamo agito come se non esistesse. Eppure la storia di questo piccolo torrente influisce anche su quella della nostra città. Così abbiamo imparato ad amare quella meravigliosa cosa chiamata Natura. La nostra prima gita è stata al Parco del Pellegrino. Per raggiungerlo abbiamo attraversato una salita che partiva da Villa Spada incontrando “fango, fango e ancora fango”. Da lì abbiamo visto tutte le parti più importanti di Bologna e notato il bacino imbrifero del Rio. E’ stato proprio durante questa prima gita che abbiamo conosciuto Filippo, la nostra guida, un naturalista del centro Villa Ghigi e del CAI che ci ha portati per tutto il nostro cammino “alla scoperta del rio Ravone” facendoci partecipare a “gare di ipotesi” e facendoci amare ancora di più quello che ci stava attorno. Alla fine di questa prima trionfale escursione, la prof. Collina ci ha assegnato come compito delle relazioni sul lavoro svolto. La seconda gita è stata la più bella… forse perché tutti avevamo la consapevolezza di quello che stavamo andando a vedere. Siamo andati con l’autobus fino a via del Chiù e abbiamo percorso il Rio Ravone dal luogo in cui “rivede la luce”. Infatti sopra il rio Ravone sono state costruite case, quando succede questo si dice che il Rio è stato tombato, e, appunto, ai Prati di Caprara esso rivede la luce. Percorrendolo abbiamo capito quanto esso fosse svalutato e maltrattato, infatti era lurido e nessuno lo conosceva. A Bologna sanno del rio Ravone in pochissimi, neanche quelli che ci abitano accanto sanno completamente che cosa sia. Alla fine abbiamo fatto delle relazioni anche su questa escursione. La prof. Collina ha poi avuto un ‘ “illuminazione”: mettere sul sito della scuola un lavoro sul Rio. Abbiamo così iniziato a lavorare, tutti i lunedì pomeriggio ci trovavamo con l’esperto informatico Degliesposti per formare mattone su mattone quello che poi sarebbe diventato il NOSTRO ipertesto. Siamo andati là tutti i lunedì che ci fosse il sole o che nevicasse. Abbiamo trasformato le relazioni in pagine web, cosa abbastanza difficile per tutti noi tranne che per Gianfranco Vornetti, un nostro compagno asso del computer. Con Filippo poi abbiamo fatto una Cartina-Cartellone utilizzando la lavagna luminosa per ricalcarla e ingrandirla e la prof. Collina ci ha lasciato dello spazio nelle sue ore per “andare avanti”. Poi mentre sia il sito che la Cartina-Cartellone erano “in costruzione” siamo andati a fare la terza escursione: essa è stata la più triste… sapevamo che sarebbe stata l’ultima. Abbiamo preso la navetta D e ci siamo recati in Via di Ravone dove abbiamo visto il luogo in cui il rio viene tombato. Finite le gita abbiamo continuato a trovarci il lunedì pomeriggio nell’aula di informatica della nostra scuola e abbiamo finito il NOSTRO ipertesto… esso si può vedere cliccando qui. Il cartellone è stato finito e mostrato ai genitori alla “mostra della scuola”. Crediamo veramente che dentro quel cartellone ci sia “l’anima della nostra classe”… dietro il cartellone c’è la nostra fatica… la fatica che abbiamo fatto per ritrovarci dopo ancora più uniti e felici… con un anima della classe più forte e più bella e con la consapevolezza che, se si impara a guardare, magari a un passo da noi, c’è un piccolo universo tutto da scoprire… per questo ringraziamo Filippo, la Prof. Collina e il Maestro Degliesposti… perché grazie a loro abbiamo raggiunto un altro obbiettivo: partecipare a questo concorso!


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