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Mi chiedo come mai
l’acqua debba solo scendere dalle nuvole, venir assorbita dalle radici di un
albero o finire nel nucleo di un lago, perché deve fare tutti i giorni lo
stesso ciclo, perché non potremmo lavorare anche noi gocce d’acqua?
All’
apparenza sono trasparente e liquida, ma i miei genitori dicono che quando
sono in gruppo divento opaca e un po’ solida, a me non sembra, ma opaca o
trasparente sono proprio carina!
Tutti mi dicono che sono una
goccia troppo carina perché lavori! Il mio nome è Mery.
Mia sorella Lois ha
le idee chiare come me; ed è anche molto carina, non per questo ci dicono
che sembriamo due gocce d’acqua! |
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A
volte sono anche molto simpatica, sempre allegra, carina…insomma, ho tutte
le doti per formarmi un gruppo e scavare sottoterra alla ricerca di chi sa
cosa.
Ora vi spiego: nonostante si tratti sempre d'acqua, la grandine, la
neve, la pioggia e il vapore acqueo sono cose ben distinte che non hanno vie
di comunicazione.
Io e Lois aspettiamo disperatamente l’arrivo di qualche
altra goccia d’acqua ma senza speranza, quando, mentre stiamo per tornare a
casa, arriva a nuoto Peter, una goccia veramente carina che, rivolto verso,
di
noi dice: “Ei!
Anch’io vorrei aiutarvi” .
Io e Lois ci guardiamo e in coro
urliamo: “Va bene!”. Si fa notte, io, Lois e Peter andiamo a prendere un caffè
all’ “Acquaspring” poi andiamo a letto a fare una bella dormita prima
dell’impresa più grande del mondo: scavare ben ottanta metri sotto terra.
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E' mattina, io e Lois ci alziamo
entusiaste.
Peter suona alla porta noi apriamo
e…puf come per magia ci troviamo davanti migliaia e migliaia di gocce pronte
a scavare; non crediamo ai nostri occhi, certo che Peter ha fatto proprio un
bel lavoro, perché di fronte a noi non ci sono solo gocce d’acqua, ma anche
fiocchi di neve, cubi di grandine e vapore acqueo!
Io,
Lois e Peter siamo i primi a scavare, e un metro a testa lo abbiamo fatto,
poi arrivano tutti i fiocchi di neve che ne scavano altri ventisette, il
vapore acqueo con altri venti, la grandine con quindici e infine le gocce
di acqua con altri quindici: i conti tornano!
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Successivamente un vescovo che viveva in questa zona, non contento del nome
dato alle grotte decide di rinominarle “Grotte dell’Onferno”.
Sono
passati dieci anni, sono un po’ più vecchia ma sempre carina, sono sposata
con Peter e ho due figli; i turisti sono aumentati e nella grotta abitano
settemila pipistrelli e qualche ragnetto; hanno montato delle piastrelle su
cui gli umani possono camminare facilmente e a fianco scorre un ruscello:
siamo noi gocce d’acqua che abbiamo scavato queste grotte.
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