di  ALESSANDRO  B.

 

Fin dall’antichità, si narra che in una grotta di gesso, vi fossero dieci burroni ripidissimi.

 Un avventuriero, credendo alla leggenda, entrò nella grotta e subito la porta si chiuse da sola. Strada facendo, un pipistrello gli spense la torcia e così, venti centimetri dopo, l’uomo si ritrovò nel burrone .

 

Subito conobbe una fatina che gli fece  luce. Il primo consiglio della fatina  fu di costruire una scala di gesso, ma era troppo tardi, perché proprio in quel preciso istante dei trolls telecomandati dalla regina delle tenebre lo afferrarono e lo fecero rinchiudere in una stanza strettissima.

L’ uomo fu spinto contro il muro,e appena lo toccò, il muro si spalancò per portarlo fino al secondo regno con un passaggio segreto

 

Qui un esercito di scarafaggi  era pronto a portarlo da un nano perfido. Il nano disse che se l’uomo non gli raccontava una bella storia, lo avrebbe fatto mangiare.

Allora l’uomo cominciò a narrare e, alla fine,il nano, soddisfatto, lo fece trasportare al terzo burrone.

L’uomo stava già per entrare e cadde in un pozzo d’ acqua, dove la sirena voleva sposarlo.

 

Ma nel bel mezzo di una notte,due delfini buoni lo portarono al penultimo regno dove conobbe un gigante  che non esitò ad accompagnarlo nel suo burrone. Alla fine del giro lo diede in pasto al dragone, che era da tre settimane che non mangiava, e l’uomo non ebbe scampo.

Grazie ad un marchio a fuoco, resistette al bruciore della bollitura delle fiamme del dragone e scappò: due draghi lo fermarono ma con un getto d’ acqua li fece arretrare e passò all’ ultimo burrone, dove c’era una fata morta, avvelenata da una strega e da un rospo.

 

 

Solo il bacio di un uomo forte, senza paura e senza macchia, avrebbe potuto risvegliare la graziosissima fata. Allora l’uomo catturò il rospo, si fece spiegare tutto,  liberò la fata e con lei scappò dalla grotta. Così alla fine l’uomo ottenne la gioia meritata.