di Lorenzo G

 

Nella riserva di Onferno, vive, da secoli, una grande comunità di folletti.

Pochi li hanno visti per due motivi: il primo è che sono alti al massimo, comprendendo scarpe e cappello, circa otto centimetri e il secondo è che hanno le loro case nei nidi vecchi di uccelli che sono emigrati, nei buchi del terreno o nelle cavità degli alberi, non in bella vista e non si conosce neanche la lingua.

                                    D’inverno si attaccano alla prima auto che passa e vanno verso Rimini o almeno San Marino, invece d’estate e nelle stagioni di mezzo (autunno e primavera), stanno nel bosco a fare gli scherzi ai visitatori: slacciare le scarpe, buttarsi dagli alberi e entrare negli zaini per rubare i panini….Oppure si nascondono con i pipistrelli attaccati a testa in giù al soffitto della grotta o, con i loro mini secchi, buttan giù dall’alto dell’acqua, che per noi sono goccioline.
La grotta non è stata scavata dall’acqua, ma dai folletti assieme ad altri animali per creare un nascondiglio ad alcuni topi a cui, dopo un po’, sono spuntate le ali e hanno sviluppato un sesto senso, il radar: ora questi topi sono chiamati chirotteri o pipistrelli e popolano tutta la grotta.                             

 

Se, mentre si fa il tragitto parcheggio – pullman- grotte, si incontra qualche cane, vuol dire che sta aspettando qualche folletto, perché vengono usati come Mezzi di Trasporto delle Creature Fantastiche e vengono chiamati M.T.C.F..     

Tutti gli animali della riserva vanno rispettati perché quella è una zona protetta e non bisogna deturpare il paesaggio.