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DIARIO DELL’ESCURSIONE ALLA FOCE DEL RENO...1 2 3  foto

L’11/5/2000 siamo partiti alle 7.20 da porta Saragozza diretti per Vallesanta, con lo scopo di raggiungere la Foce del Reno.

Arrivati a Vallesanta, ci siamo fermati nella cassa di compensazione e stabilimento idrovoro. Qui abbiamo osservato il sistema idrovoro della cittadina.

Dopo ci siamo inoltrati per la passeggiata lungo l’argine sinistro del Reno.

Tornati indietro ci siamo diretti verso il Reno per arrivare in un luogo dove si potevano ammirare le specie d’uccelli presenti in quel posto.

Ammirati gli uccelli, la guida C.A.I. ci ha mostrato due filmati: l’argomento del primo filmato era dedicato soprattutto ai tipi d’uccelli presenti in quella zona; il secondo, invece, parlava dell’escursione che ci attendeva.

Dopo i due filmati, siamo finalmente arrivati al tanto discusso Agriturismo dove abbiamo osservato degli splendidi cavalli e delle magnifiche oche selvatiche. Mentre guardavamo questi splendidi animali, ci siamo fermati per lunga sosta ed una piccola merenda.

Abbiamo percorso un sentiero dove sulla sinistra avevamo le Valli di Comacchio, e sulla destra l’argine del fiume Reno. Sulla sinistra vediamo alcune isolette con alcuni uccelli sopra. Le isolette hanno piccoli arbusti, pianticelle e fiori sopra di esse. Alcuni fra i pesci che possiamo trovare nelle Valli di Comacchio sono le orate, i branzini e le anguille.

Finita la pausa, il pulmino ci ha accompagnati a Bosco Forte mentre un esperto proprietario dell’Agriturismo ci descriveva l’ambiente circostante, dagli animali alle piante.

All’entrata di Bosco Forte la guida ci ha separati per classi e ci ha invogliati al silenzio e quindi al rispetto degli animali del parco.

La guida, prima di entrare, ci ha spiegato che Bosco forte era nato come parco nazionale, ma fece molti passaggi: diventò prima parco interregionale, poi regionale ed infine, per una questione burocratica di proprietà terriera, il parco venne chiuso e non fu più riaperto; oggi ne resta un’oasi naturale incontaminata chiusa al pubblico. Noi, però, grazie alla guida ed al proprietario dell’oasi siamo riusciti ad avere il permesso di entrare.

All’interno regnava il silenzio assoluto e con poche parole e gesti, facendo meno rumore possibile, la guida ci fermò per farci notare alcuni tipi d’uccelli: tra questi, erano importanti le volpoche, i germani, i cavalieri d’Italia ed i gabbiani reali.

Poco più in là, abbiamo avvistato alcuni tipi di piante molto particolari: le salicornie, che si cibano di sale.

Poco dopo abbiamo assistito ad un tipico modo di protezione dei piccoli dei germani: la madre sbucò fuori e fece finta di essere ferita per attirare la nostra attenzione intanto che i piccoli si mettevano in salvo (questo metodo è utilizzato da tutti gli uccelli di valle).

Dopo di ciò abbiamo raggiunto nuovamente l’Agriturismo dove abbiamo potuto finalmente mangiarci tutte le nostre cibarie.

Finito di mangiare abbiamo raggiunto in pullman la spiaggia lungo il mare: la particolarità che la distingueva era la sporcizia che la ricopriva. Attraversata la spiaggia siamo arrivati fino alla foce del Po del Volano e lì abbiamo notato che la foce non era molto bella ed abbiamo discusso del fatto che non abbiamo potuto ammirare la vera foce del Reno.

Tornati indietro abbiamo raggiunto un bar che ora, dopo il nostro passaggio, vivrà sicuramente di rendita.

Dopo essere andati e tornati da questa stupenda escursione le nostre riflessioni sono queste: l’escursione è stata di grande aiuto nel livello geografico e scientifico, ma soprattutto ha aperto la nostra curiosità e, per questo, non potremmo mai dimenticare questa fantastica esperienza.