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IL PARCO TALON

Il parco Talon, altrimenti chiamato parco della Chiusa, è uno dei più bei parchi dell’Emilia Romagna; era uno dei luoghi di ritrovo famosi dell’alta società europea. E' suddiviso in quattro parti: la prima è il giardino all’italiana; da qui presero ispirazione architetti francesi per il giardino della reggia di Versailles. Altre due parti del parco sono il bosco e la tenuta agricola; come ultima la fascia di bosco cresciuto lungo la riva del Reno, costruzione arborea di un valente artista noto come Andrè Le Notre.

All’interno del parco possiamo anche trovare l’antica tenuta dei Talon - Sampieri, la famiglia che dominò quelle terre per un lungo periodo di tempo. I Talon e i Sampieri si erano uniti con il matrimonio di Carolina Sampieri con l’erede di casa Talon. Inizialmente la famiglia si chiamò Talon, successivamente prese il nome di Sampieri. Nel 1687 la famiglia venne decorata col titolo di marchese dal re francese Luigi XIV. I Talon ottennero la nobiltà di Bologna nel 1858; aggiunsero il cognome di Sampieri nel 1932 ed ebbero il riconoscimento di marchesi portato dai Sampietri, trasmissibile ai discendenti legittimi e naturali primogeniti.

L’antica villa Talon - Sampieri fu distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale; poi venne costruita una nuova villa: un burrone le separa. Le ville nel parco sono comunque tre: la villa Sampieri - Talon vecchia, recentemente restaurata dal marchese Denis Talon, poi c’è la villa Sampieri nuova conosciuta come villa Talon e la villa Balducci situata verso la Ca’ Bianca.Ai lati della villa vecchia ci sono due vaste praterie dove ancora oggi la gente della zona va a rilassarsi nei giorni festivi. Vicino alla villa Talon - Sampieri vi era anche un tempio classico rotondo. Tutte le parti del tempio sono state completamente smontate e di esso si è ormai definitivamente persa ogni traccia.

Nel giardino all’italiana vi erano ampi prati, aiuole, siepi, piccoli labirinti, giochi d’acqua e fontane (queste ultime sono ancora visibili e perfettamente funzionanti) costruite captando le sorgenti e le fonti d’acqua. Questi canali erano collegati ad una cisterna tuttora visibile, ma vuota e in rovina.

Nel bosco ci si inoltra dopo aver superato un sentiero lievemente in pendenza. Lì vicino si trova il cimitero dei cani, evidenziato da una grande colonna. Salendo ancora ci si inoltra in un bosco d’alto fusto, bello sia dal punto di vista botanico che da quello naturalistico, anche se di scarso rilievo artistico.Se torniamo indietro, scendiamo nel parco costruito in zona pianeggiante e collegato al giardino all’italiana attraverso un ponticello girevole tutt’ora visibile.Lungo il fiume a monte della Chiusa si è recentemente sviluppato un bosco igrofilo chiamato “la Barlaita”.

Oggi il complesso del parco e delle ville Talon è notevolmente mutato, anche se ancora perfettamente restaurabile. Il parco non è un bosco che si può distruggere e reinpiantare più in là, ma la geniale ed irripetibile risultanza di un binomio: artista e ambiente. Il parco necessita della mano esperta di giardinieri, che ricreino le quinte verdi di sottobosco e i vialetti , che integrino la vegetazione con qualche pianta nuova e tolgano le piante non adatte.