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Ore 7 del mattino. Siamo in Piazza di porta Saragozza, davanti ai pullman. Ognuno di noi è ansioso di partire per la sorgente; durante il viaggio di andata vediamo una videocassetta sulla flora e sulla fauna del Reno. La corriera ci fa scendere a Pracchia, vicino a Pistoia. Per prima cosa visitiamo la Ferriera dove anticamente si lavorava il ferro che arrivava dall'isola d'Elba. Osserviamo vecchi macchinari ed alcuni oggetti. Fatta questa tappa andiamo a far merenda in un bar, quindi il gruppo inizia a muoversi verso la sorgente .Il terreno all'inizio è fangoso, ma poi ci si abitua. Inizia a piovere, indossiamo i nostri k-way ed apriamo gli ombrelli. Stiamo camminando sullo spartiacque: a sinistra il bacino imbrifero del Reno (Conca delle Piastre), a destra quello dell'Ombrone. Continuando il cammino, arriviamo ad una piccola legnaia e qui la guida, partendo da una piuma di uccello trovata sul posto, ci parla della fauna del luogo: ricci, volpi e piccoli rapaci. La pioggia va e viene mentre noi arriviamo ad un piccolo tratto di bosco pianeggiante, ideale per consumare il pranzo al sacco. Dopo una breve pausa, percorriamo il sentiero per ancora due ore circa: siamo in vista della sorgente. Che delusione! Un rivoletto d'acqua che esce da un tubo arrugginito sovrastato da un cartello con scritto "SORGENTE DEL RENO"! Riprendiamo il cammino attraverso un comodo sentiero che ci conduce al luogo dell'appuntamento con i pullman. Avventurosa gita, un po' faticosa, che mi ha insegnato ad osservare la natura che ci circonda.