di Pietro M.

UNO STRANO DRAMMA MUSICALE A BOLOGNA

 

Per quella sera tutto era pronto, il grande pianista jazz, Keith Jarrett stava per eseguire un grandioso concerto a Bologna. Piazza Maggiore era piena di gente che voleva assistere al concerto e in prima fila c’erano molte persone famose, come il presidente della Repubblica Ciampi, il sindaco di Bologna, ma anche la famiglia del jazzista.

Alle 21.00 Keith Jarrett iniziò a suonare un bellissimo pezzo. La gente era entusiasta, ma non poteva urlare o scattare foto, perché il grande musicista non voleva niente di tutto ciò; in un concerto si era persino alzato, smettendo di suonare per uno starnuto di una persona.

Continuò il grande spettacolo; stava per finire il primo tempo e il pianista stava eseguendo un brano che aveva suonato già nel famoso concerto di Colonia, quando si sentì un rumore assordante e si vide una luce accecante. Il pubblico non riuscì più a vedere il palco e solo dopo che tutto ciò svanì, si vide il corpo del musicista accasciato sui tasti del pianoforte a coda Stainway. Fu chiamata subito un’ ambulanza e il pubblico, incredulo, si azzittì completamente.Dopo pochi minuti l’ambulanza arrivò, ma Keith era già morto, probabilmente per aver perso troppo sangue

 

Il giorno dopo iniziarono le indagini con la collaborazione di un detective molto conosciuto ed esperto: Rodolfo Caporali che era stato per molti anni insegnante del conservatorio “G.B.Martini” di Bologna; ma che,dopo essere andato in pensione, si era messo a fare il detective ed era diventato famoso anche in quel campo.Egli incominciò a cercare su tutto il palco qualcosa di sospetto, ma trovò tutto assolutamente normale. Non capiva da dove potessero essere usciti quella luce e quel rumore e così iniziò a interrogare gli ospiti che, secondo lui, potevano contribuire alla soluzione del caso. I primi furono la moglie e il figlio di Jarrett:

-Buongiorno, signora Jarrett!

-Buongiorno … sono proprio a terra, non riesco a credere a quello che è successo!

 -Signora, posso farle una domanda?

-Sì, ma non si aspetti una buona risposta!

-Sa, per caso, se suo marito stesse male nell’ultimo periodo?

-No! Aveva solo litigato con un suo caro amico,ma avevano subito fatto pace!

-Mi può dire come si chiama questo amico?

 

-Si chiama Giovanni Strozzi

-Grazie, signora, mi è stata di grande aiuto. Arrivederci!

 -Arrivederci!

Così Rodolfo si incamminò verso la casa di Strozzi.

-   Buongiorno, sono il detective Caporali, sto indagando sul caso Keith Jarret

-   Buongiorno, perché è venuto da me?

-   Ho qualche domanda da farle: lei era presente al concerto ieri sera?

-   Sì, certo, Keith era un mio grande amico! Mi scusi, signore, devo andare un momento nel bagno

-   Sì, sì faccia pure.

Intanto Caporali cominciò ad osservare la casa del signore e vide molte foto che  ritraevano Keith Jarrett e Strozzi, vide anche una foto di Strozzi con un pianoforte a coda di marca Stainway.

Dopo poco tornò il padrone di casa.

 

- Signore, lei costruisce pianoforti?

- Sì, ne ho costruiti molti!

- Per caso quel pianoforte su cui ha suonato Jarrett era suo?

- No, quello era del Comune!

-  Va bene, arrivederci, signore!

- Arrivederci!

Il detective andò subito in piazza Maggiore, sopra il palco c’era ancora il pianoforte del concerto e Caporali, aiutato da un facchino, aprì la coda del pianoforte e in mezzo alle corde vide scritto: “Stainway e sons G.S.” e vide anche una strana scatola. Allora iniziò a suonare lo stesso brano sullo stesso pianoforte del concerto. Quando spinse il mi b, dal tasto uscì un coltello affilatissimoche solo per pochi centimetri Rodolfo riuscì a evitare! Grazie a questo, capì tutto: la trappola era stata messa dentro il pianoforte per colpire il famoso musicista

Ma chi era stato a provocare quella luce e quel rumore, dato che il signor Strozzi era seduto ad ascoltare il concerto?. Così ritornò a casa di Giovanni e riuscì a farlo confessare…

-Lo hai ucciso tu, vero?

 

-Sì, sono stato io, nell’ultimo periodo non lo sopportavo più: anch’io volevo essere famoso come lui!

- Chi ti ha aiutato a ucciderlo, provocando quella  luce abbagliante e quel rumore?

- Avevo assunto dei killer che con l’elicottero hanno prodotto quella luce e quel rumore assordante, così nessuno poteva vedere quello che stava accadendo sul palco.

- Ah…adesso ho capito tutto! Dove sono i tuoi aiutanti?

- Sono già scappati in California!

- Va be’, l’importante è aver catturato il vero assassino!

Così anche questa volta il detective Rodolfo Caporali, aiutato dalla musica e dagli anni passati al conservatorio, riuscì a concludere brillantemente un caso complicatissimo.