Sara lo guardò stupita:“Ci sono centinaia di strumenti dietro alle quinte! Le rockstar internazionali cambiano strumento ad ogni canzone che suonano!”

“Allora chiediamo di poter vedere la chitarra che stava suonando al momento del decesso.. Gli addetti dovrebbero saperlo”.   E così fecero. “Questo!” rispose entusiasta l’addetto che, dall’odore, sembrava essersi scolato un’intera bottiglia di whisky “Carina, eh! L'ho lucidata io personalmente prima del concerto”. Presa la chitarra, Sara salì sul palco e attaccò il jack alla schiera di amplificatori. Estrasse un plettro dal portaplettri e fece finta di suonare: “E pensare che è sempre stato il mio idolo! Non dimenticherò le ultime note che ha suonato prima di morire!” .. E le suonò. Con l’ultima nota, il plettro le scappò di mano e cadde di fianco ad un altro.“Questo deve averlo gettato durante il concerto” disse mostrando l’oggetto a Marco “Vedi, è rotto qui al centro”.

 

Seguì un lungo minuto di silenzio. “Ma come fanno le rockstar a cambiare plettro senza perdere il ritmo?” chiese Marco per rompere il silenzio. “Beh, dipende, lui lo teneva…Oh mio Dio! Vieni con me!”

Sara fece una corsa verso l’uomo che le aveva dato la chitarra:  “Lei! E’ stato lei! Venga con me!”

 

 

EPILOGO

 

L’uomo confessò:”Sì, sono stato io! E lo rifarei ancora! Quello scemo mi ha rimpiazzato! Una volta ero anch’io nella band, ero anch’io qualcuno!.. Ho lucidato la chitarra, ho rotto il suo plettro e l’ho cosparso di cianuro. Così, quando si sarebbe accorto che il plettro era rotto, l’avrebbe stretto tra le labbra un istante per prenderne un altro, e sarebbe morto sul colpo! E così è successo! Gli sta bene! Dicevano che ero un alcolizzato e ora hanno perso il loro adorato chitarrista..”

Il caso era chiuso: Sara tornò a casa e si accasciò sul letto. La notte prima non aveva neanche dormito.