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Quella
notte al Central Park di New York fu ritrovato il cadavere del Signor
Smith, appoggiato ai piedi di un albero. A ritrovarlo fu il cane di un
cacciatore, seguendo
l’odore del sangue.
Ted Smith era la vittima: un uomo licenziato da pochi giorni, 32 anni,
sposato e padre di un bambino di pochi mesi. La moglie Caroline non
aveva un lavoro, ma spendeva in gioielli preziosi e vestiti pregiati i
soldi prestati dai creditori.
Smith era anche un abile cacciatore e si trovava nel bosco per la
stagione della caccia al cervo. Era morto da una decina d’ore, quindi
verso le quattordici e tutto faceva pensare ad un omicidio involontario
e accidentale da parte di un altro cacciatore che, vedendo qualcosa
muoversi, avesse subito sparato scambiando Smith per un cervo. Il
cacciatore, vedendo poi la vittima accasciata a terra sanguinante,
sarebbe velocemente scappato.
Doveva essere successo proprio così, affermò il detective Cole.
Solo un fatto smentiva la sua convincente ipotesi: Smith aveva speso i
suoi ultimi soldi per stipulare una costosa assicurazione che, nel caso
della sua morte, avrebbe risarcito la moglie e il neonato.
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