di Elias R. -  Mattia M. -  Nicolò T.

 

 Quella notte al Central Park di New York fu ritrovato il cadavere del Signor Smith, appoggiato ai piedi di un albero. A ritrovarlo fu il cane di un cacciatore, seguendo  l’odore del sangue. Ted Smith era la vittima: un uomo licenziato da pochi giorni, 32 anni, sposato e padre di un bambino di pochi mesi. La moglie Caroline non aveva un lavoro, ma spendeva in gioielli preziosi e vestiti pregiati i soldi prestati dai creditori. Smith era anche un abile cacciatore e si trovava nel bosco per la stagione della caccia al cervo. Era morto da una decina d’ore, quindi verso le quattordici e tutto faceva pensare ad un omicidio involontario e accidentale da parte di un altro cacciatore che, vedendo qualcosa muoversi, avesse subito sparato scambiando Smith per un cervo. Il cacciatore, vedendo poi la vittima accasciata a terra sanguinante, sarebbe velocemente scappato. Doveva essere successo proprio così, affermò il detective Cole. Solo un fatto smentiva la sua convincente ipotesi: Smith aveva speso i suoi ultimi soldi per stipulare una costosa assicurazione che, nel caso della sua morte, avrebbe risarcito la moglie e il neonato.                                                          

Ma perché?” si chiedeva in continuazione il detective Cole “Forse temeva  qualcuno?” Concentrandosi su queste sue domande, ragionando sui possibili colpevoli e sui probabili moventi, Cole continuava ad indagare.