Un po' di Storia

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il suo percorso

 

 

 

Tutti pensano al rio Ravone come a quel noioso torrente pieno di sorci puzzolenti che scorre sotto Bologna.

Noi lo abbiamo scoperto durante la nostra prima escursione al Parco del Pellegrino quando ci siamo trovati sul crinale fra le due vallette del rio Ravone e del rio Meloncello.

 

Il rio Ravone nasce sui rilievi di Paderno, dove si trova il suo bacino imbrifero, alimentato da vari ruscelli. Il bacino si trova in zone agricole in collina e qui è facile scorgere una fila di alberi dove potrebbe essere nascosto un rio.

 

 In via di Casaglia il rio Ravone si interra. Ma c’è un mistero: perché una volta il rio Ravone si vedeva (basta osservare la carta della metà dell’ottocento) ed era in superficie e ora si è interrato?
Si sa che i fiumi si possono interrare solo nelle zone carsiche, dove si scavano dei tunnel sotterranei, ma questo non è il caso di Bologna. E allora come fa?

La risposta è semplice; il Ravone non si è interrato da solo ma ci hanno costruito sopra!

"Sì, come no!" potrete dire "se vengono costruite delle case sopra un fiume, prima o poi crollano!"
 

Per evitare questi pericoli si è prima incanalato il fiume, poi lo si è coperto con il cemento e infine si è costruito sopra. In gergo si dice che lo hanno "tombato".

 

   

Ricompare in via del Chiù nei pressi dell’ospedale Maggiore e scorre come canale scoperto nei Prati di Caprara. Infine va a sfociare nel fiume Reno.