Il suo percorso

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      un po' di storia

Un tempo il "Rio Ravone" era più noto ed aveva la sua importanza; era ricco di acque tanto che la zona era denominata in antico"Val di Ravone". Molti uomini insigni bolognesi derivarono il loro cognome dal nome del torrente: ad esempio nel 1295 un Rolandino di  Ravone (uno dei Sapienti della Compagnia dei Pescatori), e un Pietro di Ravone, che fu fra gli Anziani bolognesi nel 1299.
 

Del territorio del Ravone si parla già nell'antichità e il Museo civico espone i reperti di un villaggio dell'età del bronzo " Villaggio di San Paolo di  Ravone" che sorgeva nel "terreno Arnoaldi" ( a destra dell'attuale via Andrea Costa, fra via  Nino Scota e via Montefiorino). Sulle rive di questo fiume si sono trovate le prime necropoli italiche appartenenti alla civiltà villanoviana. In un'epoca più recente è stato riportato alla luce un tempio romano dedicato alla Dea Giunone che sorgeva proprio sulle rive del fiumiciattolo. é suggestiva l'ipotesi che l'odierna chiesa "San Paolo di Ravone", nome dato dalla vicinanza del "Rio Ravone", sia sorta proprio in quest'area intorno al vecchio ruscello dove una volta esistevano i sepolcreti umbro-etruschi ed il tempio romano.

Bologna era ricca di acque minerali, che venivano utilizzate con piacere dai bolognesi. Una fonte, alimentata dal Ravone, si trovava a Casaglia ( via delle Fonti di Casaglia), dove nell'ottocento esisteva uno stabilimento di acque minerali, la "Sorgente Acqua Salino Iodata  Ravone Casaglia".