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PIRATERIA MUSICALE DI LAURA M.
A CURA DI ALESSANDRO Z. |
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Come sempre, quando vado in un negozio di dischi per comprare un CD, penso all’esagerato costo del suddetto. Ho letto molti articoli di protesta contro l’elevato prezzo di CD e cassette di musica, e in un articolo di questi un ragazzo diceva che la “pirateria musicale” non cesserà mai di esistere, se i prezzi non scenderanno almeno un poco. Diceva anche che in America un CD costa dai dieci ai quindici dollari. Ora, un euro è più quotato di un dollaro, e un CD, qui in Italia, costa dai venti euro in su. Fate un po’ i calcoli.
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Vengono venduti migliaia di piccoli, utili, costosissimi aggeggini per masterizzare CD, scaricare canzoni (e film, a volte) da Internet. E questi oggetti sono perfettamente legali. Per “questi oggetti” intendo il nuovissimo iPod, che memorizza da mille a diecimila canzoni, scaricandole direttamente da Internet. Ed è legale. È legale l’iPod ed è illegale scaricare canzoni. Che vanno a finire dentro l’iPod. Che è legale. Ho le idee un po’ confuse. |
Sono arrivata alla conclusione che l’iPod è legale perché tutti scaricano canzoni. E quelli della Apple, la casa produttrice di iPod, hanno pensato (giustamente?) di guadagnarci dei soldi. |
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Per pirateria si intende anche comprare i CD dai venditori abusivi, in Piazzola. Questi CD sono un po’ meno “raffinati” di quelli comprati nei grandi negozi, d’accordo, ma costano cinque o dieci euro anziché venti. Un bel risparmio. Personalmente non compro mai CD in Piazzola, perché rovinano l’impianto stereo e molte volte non si sentono bene, ma molte persone comprano solo CD “falsificati”. |
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Sui CD “legali”, nel retro della copertina, c’è sempre il disegnino di un pirata, completo di benda all’occhio e baffoni, con sotto la scritta “stop pirates”. Basta alla pirateria, insomma. La pirateria non si limita alla musica, ma si estende anche ai giochi per Playstation e altre consolle. Come contromossa, allora, le marche produttrici delle
consolle in questione, ne hanno messo in commercio un tipo che non legga
questi “giochi pirati”. Non ha avuto molto successo, temo. Perché comprare
un gioco a cinquanta euro, se con una piccola passeggiatina fino in Piazzola
lo puoi trovare (assieme a molte altre copie non autorizzate e perciò
introvabili) ad una ventina? |
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L’unica sarebbe abbassare un po’ i prezzi, di tutto. Ci ho pensato un po’ su, e alla fine i soldi sono sempre il motivo di ogni cosa. Per non perdere quei dieci euro a disco, i produttori di giochi e CD, ne stanno perdendo molti di più, di soldi, perché i giovani (che non dispongono di grandi risorse finanziarie, si sa) comprano “tarocco” invece che “griffato”. Alla fine al centro delle cose c’è sempre l’avidità dell’uomo. Accompagnata, spesso, dalla sua sorprendente stupidità.
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