IL TIRO CON L’ARCO IN ITALIA

Lo sport del tiro con l’arco in questi ultimi tempi dimostra di essere apprezzato sempre di più. L’uso l’Italia ha visto negli anni ’70 e ’80 arricchire il proprio medagliere proprio grazie alle sue frecce.
   

                                        

Il tiro con l’arco, in Italia, ha due specializzazioni: c’è chi tira con l’arco “olimpico” e partecipa alle gare della Federazione Italiana di Tiro con l’Arco (FITA) e chi tira con un altro tipo di arco su percorsi di gara di montagna e collina, in mezzo a boschi e campagne, su sagome che rappresentano Cervi, Orsi e Cinghiali. Questi ultimi arcieri, che utilizzano archi e frecce meno sofisticati e più vicini all’arco antico, fanno sì gare tra loro, ma ciò che veramente li accomuna è la voglia di stare a contatto con la natura, immaginando, forse, di ritrovare l’equilibrio di un mondo più semplice.
   
Essi fanno parte della Federazione Italiana Arcieri tiro di Campagna (FIARC) che in questi ultimi anni si è ingigantita notevolmente. Poi c’è chi tira con l’arco nelle rievocazioni storiche, in costume medievale nelle feste di paese. Sono persone che curano l’attrezzatura in modo particolare, ricostruendo archi, frecce e abbigliamento con molta cura. Diventa così un’attività non solo sportiva ma anche culturale.

   

Ho avuto modo di imparare il tiro con l’arco più tradizionale, e ho trovato in esso degli aspetti bellissimi. Non è solo bello colpire il centro del bersaglio, ma ritrovarsi nel silenzio di un bosco, con le luci ovattate e il profumo della terra umida, camminare alla ricerca del bersaglio e scoccare la freccia per me rappresenta un esperienza molto forte. Mi fa sognare le leggende degli Elfi e i racconti di Robin Hood, e per un po’ di tempo mi sembra di far parte di un’altra realtà. E’ uno sport che consiglio, non servono forza o abilità particolari, e tutti possono trovare soddisfazioni.
Alice B. 1 b       a      cura   di   Marco F.
   

Foto: manifestazione storica di arcieri a Castello di Serravalle (2000)