LA LEGGENDA DEL CALCIO

 

Tanto tempo fa, nel ducato di Manchester, viveva un ragazzino. Non un ragazzino qualunque, lui sarebbe diventato Edoardo XIII duca di Manchester, marchese del Galles, sovrintendente di Edimburgo e altri titoli nobiliari che se li dicessi morireste dalla noia. Lui era molto viziato, aveva tutti i giochi che ogni bambino “normale” desidererebbe. Bastava uno schiocco di dita e avrebbe avuto quello che voleva. Ma dopotutto, era annoiato. Annoiato perché ogni suo gioco non lo soddisfava completamente; aveva invitato migliaia di ambasciatori del mondo, in cerca di qualcosa di bello, veramente bello. Un giorno, però, mentre alla lezione di Galateo e buone maniere nella Storia, con gli occhi mezzi chiusi dal sonno, gli venne una grande idea: se questo gioco non fosse venuto da lui, allora sarebbe andato lui da codesto gioco. Quella notte egli prese uno zaino, mise un sacco di panini alla mortadella (bolognese cento per cento), ventidue maglie bianche e rosse e in silenzio sgaiatollò fuori dal castello. Passò alla città di NumberJack  dove tutto era un numero. Una signora si avvicinò al futuro duca porgendoli dei numeri di stoffa:

<< Noi qui regaliamo sempre qualcosa ai turisti, per lo più regaliamo dei numeri di stoffa. Tieni te li regalo>>

<<Ehm…Grazie>> ringraziò Edoardo. Era la prima volta che parlava con un “comune mortale”.

Era quasi sera e Edoardo fece cena, con un bel panino di mortadella e acqua, vicino a un bel campo di prato verde. Al centro di esso c’era un qualcosa di rotondo. Il duca, masticando un boccone, si avvicinò e diede un calcio alla palla ed essa parlò:

<<Ehi ciccio, fermo!>>

Edoardò diede un altro calcio alla palla che replicò:

<< BASTA!>>

Avvolto da una nuvola di fumo rosso uno gnomo azzurognolo chiese:

<<Allora, dammi un buon motivo perché non ti trasformi in una rana con le zampe di un daino!>>

Il ragazzo si inginocchiò e disse tutto per filo e per segno e lo gnomo invece di infuriarsi lo guardò e parlò molto tranquillamente:

<<Beh, ti posso aiutare, perché ho inventato il CALCIO!!!>>

<<Eh?>>

Tra i due sbocciò un’amicizia, parlarono delle regole del calcio e provarono un po’. Alle prime luci dell’alba i due smisero e si dissero:

<<Grazie questo gioco è quello che cercavo! Come posso ringraziarti?>>

<<Beh, ti ricordi che ti avevo detto che questo gioco bisognava giocarlo in un arena? Ecco ti chiedevo se…>>

Lo gnomo chiese di costruire uno stadio a Manchester dove tutto il popolo e gli ambasciatori di tutti i paesi, avrebbero assistito alla prima partita di calcio. Edoardo ordinò di cucire i numeri che aveva preso da NumberJack sulle sue magliette. La partita fu giocata dagli amici di Edoardo e da Edoardo stesso. La partita fu bella e spettacolare: finì 2-2 e lo stadio era in fibrillazione. All’uscita dello stadio gli ambasciatori brasiliani presero una palla e incominciarono a palleggiare. Invece gli olandesi chiesero allo gnomo:

<<Come ti chiami?>>

<<Ajax.>>

Gli olandesi se ne andarono e dopo qualche secolo chiamarono la squadra di Amsterdam, Ajax; e nello scudetto c’è la faccia di uno gnomo;  sarà lo gnomo che ha inventato il calcio?

 

Rafhael F. 1°D