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MORTE DI UN ESPERTO INFORMATICO |
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Nella piazza l’uomo si guardò attorno con
aria furtiva,poi, quando fu cero che nessuno stesse guardando verso di
lui, imbucò con mano tremante la lettera, che aveva tenuto in tasca fino
all’ultimo momento. Poi scappò.
Il giorno dopo venne scoperto il suo cadavere. La moglie, svegliatasi alle otto del mattino,trovò suo marito seduto nel suo studio con un coltello conficcato nel petto. "Come si chiamava?" Chiese il capitano dei Carabinieri di Bologna, Gianfranco Vornetti. "Matteo Calizzi" Rispose il maresciallo Yasas Navaratne che veniva dallo Sri Lanka. "Era un esperto informatico, che stava lavorando per un noto imprenditore: Andrea Malaguti".
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I carabinieri parlarono con la moglie del
defunto, la signora Mariagiulia, che, però, non riuscì a dare delle
informazioni utili per risolvere il caso, tranne un particolare: suo
marito stava lavorando ad un progetto "top secret", ma lei non sapeva
nulla di più.
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Così, il maresciallo Yasas
andò direttamente a parlare con l’imprenditore del Calizzi,
che negò l’ipotesi di un lavoro "top secret" affidato alla vittima. Il capitano Vornetti stava studiando i documenti del caso, quando il maresciallo bussò alla porta del suo ufficio e gli disse: "Capitano, hanno recapitato una lettera imbucata nella cassetta delle offerte per la chiesa di San Gregorio e Siro. C’è dentro un chip ed una lettera firmata dal Calizzi!".
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In quel momento il capitano capì tutto:
l’imprenditore Malaguti, ormai sull’orlo del fallimento, aveva dato delle
bustarelle a dei funzionari per aggiudicarsi dei finanziamenti pubblici.
Era tutto sul chip e, per non farsi scoprire, aveva incaricato Micheal, un
sicario, di uccidere il Calizzi, complice ignaro di questa truffa. Il povero informatico aveva capito ed era riuscito a lasciare una lettera dove denunciava il crimine prima di essere ucciso. Così un altro caso era risolto.
di Duccio D. N. III^ B |
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