 |
|
|
 |
Chi è
che non muore dalla voglia di fare il giro del mondo in ottanta giorni, vale
a dire millenovecentoventi ore, ovvero centoquindicimiladuecento minuti,
ossessionati da una scommessa di ventimila sterline su questa impresa?
Non si
sarebbe mai immaginato che questo viaggio potesse essere intrapreso da un
gentleman di Londra chiamato Phileas Fogg. Egli non si muoveva mai di casa,
se non per andare al Reform Club, e proprio dai suoi compagni di whist di
quel prestigioso locale, parte la scommessa che sconvolgerà la sua vita.
|
|
A questo
punto, fatta la scommessa Mr. Fogg parte con il suo domestico, un vero
parigino di Parigi, assunto lo stesso giorno, la sera del 2 ottobre 1872,
alle 20.45.
Il
racconto del viaggio è molto avvincente, abbinando brillanti e precise
descrizioni a narrazioni ironiche ed appassionanti. L'autore ha escogitato
un gran numero di imprevisti, che ha inserito adeguatamente nel testo,
facendo alternare larghi anticipi a imprevedibili ritardi pieni di suspense.
|
 |
|

|
Tutto questo coinvolge di
più il lettore, facendogli provare l'esperienza quasi di persona. E' anche
stato divertente leggere di come si svolgevano i viaggi con i mezzi della
seconda metà dell'ottocento, come treni a carbone, piroscafi, slitte da neve
a vela, elefanti e imbarcazioni occasionali, ecc. |
|
L'autore ha trasmesso un
messaggio molto importante, cioè che, se si crede in una cosa nessun
imprevisto vi fa cambiare idea, ed è quasi certo che essa si possa avverare. |
 |
|
recensione di Claudio F. 2°B
pagina web di Claudio e Sergio 2°B |