A tutto jeans

di Martina T. 1D

Chiari, scuri, colorati, scoloriti, stracciati, con scritte, con ali dorate o argentate, strass, etichette di ogni genere. Di cosa sto parlando? Di JEANS, naturalmente!

Alle Guinizelli ne vediamo di tutti i tipi e modelli: a zampa di elefante, strettissimi a sigaretta, a vita ultra bassissima per mettere bene in mostra l’ultimo piercing all’ombelico o il nuovo tatuaggio di tendenza!

Sempre loro, che possono essere davvero considerati l’indumento indispensabile in ogni armadio! Da un recente sondaggio (svolto sacrificando i preziosi minuti dell’intervallo, da una cronista in erba a caso) è risultato che nella nostra scuola il 97% degli alunni indossa abitualmente questo capo, mentre solo il 3% opta per gonne o altri tipi di pantaloni!

Ma, si sa, la moda detta legge, e così ecco uno stuolo di ragazzine rotondette che avvolgono le proprie curve in strettissimi pantaloni che richiedono circa due ore per essere indossati e ricordano (scusate il paragone) gli ippopotami Disneyani che si aggirano leggiadri nei fotogrammi di Fantasia.

È necessario citare la Prima Grande legge della Moda: “Tutto si può portare, basta farlo con disinvoltura, ignorando i chili di troppo, le curve non proprio perfette, le gambe lontane da assomigliare a quelle di Naomi Campbel”!

 

Per non parlare di quei ragazzi che, per non essere “out”, indossano jeans con il cavallo così basso da farli diventare caricature di improbabili pinguini (volendo citare ancora una volta Walt Disney ricordiamo i pennuti in “Mary Poppins”).  Ma non basta! Ogni jeans deve essere personalizzato per rappresentare il più possibile il carattere e l’umore di chi l’indossa e per trasmettere a chi ci sta vicino l’umore della giornata (ad esempio, jeans neri, maglietta nera ed una serie infinita di catene e borchie potrebbe significare “Stammi lontano, non è il momento giusto per fare due chiacchiere”!)

 
Ed ecco apparire decine di “peluches” appesi ai passanti dei pantaloni, mazzi giganteschi di chiavi alla S.Pietro, catene degne di un assortito catalogo di ferramenta, “Winnie Pooh” travestiti da ogni sorta di animale domestico o selvaggio, “scooby-doo” che sono miracolosamente ritornati (ecco qui la Seconda Grande Legge della Moda: “Non gettare niente, tanto prima o poi diventerà nuovamente di tendenza”!).
Quindi evviva i jeans, che oltretutto piacciono tanto alle mamme che possono gettarli senza tanti problemi in lavatrice a 90 gradi e, una volta asciutti, riporli nell’armadio senza nemmeno stirarli! Quindi evviva i jeans, che oltretutto piacciono tanto alle mamme che possono gettarli senza tanti problemi in lavatrice a 90 gradi e, una volta asciutti, riporli nell’armadio senza nemmeno stirarli! L’importante è che indossiamo sempre ciò che ci va, sordi agli spot pubblicitari che ci vorrebbero tutti uguali e tutti simili a questo o quel personaggio televisivo!

E poiché  la Terza Grande Legge della Moda dice (cito testualmente): ”Ognuno di noi è ciò che appare”, chiudo qui questo articolo, per non “apparire” troppo noiosa!