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| Ultimamente, nelle città, sono apparse specie di animali che hanno sempre vissuto in altri luoghi, spesso più incontaminati. Ovviamente le città non sono l'habitat naturale di questi animali, ma essi si sono adattati a convivere con l'uomo. Gli animali subiscono poi la presenza dell'uomo in varie occasioni: l'uomo sottrae loro i territori dove prima essi vivevano, per ampliare le città, o per disboscare o per altre ragioni; poi l'uomo può sterminare specie che sono un importante tassello nell'ecosistema e, di conseguenza, gli animali che si cibavano di quell'organismo devono spostarsi per trovare zone più ricche di cibo. |
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L'uomo arreca un gravissimo danno a tutta la natura e in tutto il mondo tramite l'inquinamento; infine l'uomo può introdurre specie provenienti da altre parti del mondo, che, a volte, creano squilibri negli ecosistemi e sopraffanno le specie locali. | |
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A seguito di questi avvenimenti, diversi animali sono perciò andati a vivere in città. Nel caso di Bologna, negli ultimi anni, sono apparse specie di uccelli come la cornacchia e la ghiandaia, sono poi aumentate le gazze e si possono vedere, anche se raramente, dei rapaci. Già in città c'erano gli onnipresenti piccioni, i numerosissimi merli e passeri, i più rari pettirossi e cince, e, specie di cui forse qualcuno non ha mai sentito parlare, gli storni, i quali sono soprattutto migratori, ma a Bologna sono anche stanziali. |
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| E' curioso il caso delle cornacchie: infatti, questi corvidi onnivori sono stati introdotti affinché mangiassero le uova dei piccioni, troppo numerosi, e così diminuire la popolazione di questi ultimi: una vera e propria guerra biologica! Le cornacchie sono state così rilasciate a Bologna, solo che, invece che sterminare i piccioni, si sono perfettamente adattate alla vita in città, procurandosi il cibo nei nostri giardini e invadendo così tutte le zone. |
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A Bologna sono arrivate specie di uccelli già presenti sull'Appennino, ma, per esempio, a Roma si trovano due specie di parrocchetti, dei pappagalli, che per fortuna non hanno preso il posto delle specie autoctone. Io ho citato alcuni casi, soprattutto riguardanti uccelli, ma tutto questo accade anche con mammiferi, rettili, pesci, anfibi e insetti in ogni parte del mondo. | |
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Perciò se a qualcuno venisse in mente di mettere i suoi pesciolini o le sue tartarughine in un laghetto della sua città o di liberare il suo pappagallino o canarino, deve pensare che se lo fa altre specie potrebbero soccombere a causa della rivalità della ricerca del cibo con specie autoctone e che causa anche un disagio all'animale che si deve adattare ad un ambiente naturale diverso dal proprio habitat originale. |
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di Claudio F. |
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