PENSIERI DI UN CHICCO DI CAFFE'

E con i suoi compagni neri
Nella macina fu inserito
Dove il proletario stava per spingere il pulsante
Con il suo grosso dito:
“Stacca, stacca la spina per favore!”
Pensava il chicco con il dispiacere in cuore
“Ma perché diventare un liquido amaro?
Per essere bevuto da qualcuno che pensa solo al denaro?

Per tenerlo sveglio durante la notte
O per svegliare qualcuno che con il mondo fa a botte?
Se è così perché non beve del latte, si lava la faccia, si stropiccia gli occhi?!
Perché non paga qualcuno che gli faccia vedere degli scarabocchi?
Qualcuno con cui confidarsi, con cui parlare,
perché su noi chicchi si deve sfogare?
Forse gli piace vedere mentre ci spezzettiamo, quell’essere pazzoide!
Gli piace macinarci, a quel tizio stramboide!
Se la moglie lo ha lasciato,
La macchina sfasciato,
Il cane lo ha morsicato,
Perché la rabbia su di noi ha liberato?

In fondo sono solo un chicco, non dovrei neanche pensare!!
Quindi ripenso alle mie gioie per poi la vita abbandonare,
Visto che sono stato solo creato
Per essere macinato…”

Testo di Andrea S. 3B - Pagina web di Enrico S.