|
DUELLO SOTTO LA PIOGGIA |
|
|||
| Sulla sommità di un colle
sorgeva un campo non tanto grande,con una piccola casa fatta in sasso e il
tetto in paglia. Nel campo un uomo con una grossa spada si stava allenando dall’alba. Erano i primi giorni di maggio e iniziava a far caldo, perle di sudore scendevano dalla fronte e proseguivano il loro percorso passando sulle guance di un viso scavato dalle intemperie, e infine arrivavano al mento.
|
||||
|
|
Egli ogni tanto si fermava e si
asciugava la fronte con il braccio destro e poi riprendeva il suo
allenamento. La spada a vedersi era pesantissima, ma egli la brandeggiava
con leggiadria tale che sembrava pesare come una piuma, aveva il manico
lungo in modo che potesse impugnarla a due mani e la lunga lama affilata era
intarsiata con scritte d’oro. La lama sibilava furente sui fili d’erba, ed essi cadevano dolcemente a terra. La sua spada creava con il riflesso un bagliore che si vedeva a grandi distanze.
|
|||
| Senza che egli se ne potesse
accorgere, calò il crepuscolo; intanto grosse nubi si formavano
all’orizzonte: durante la notte avrebbe certamente piovuto con un forte
temporale. Egli rientrò a casa e si mise a tavola mangiando la sua cena a base di pane e formaggio, e bevendo del vino. Finita la sua cena, si coricò sul suo giaciglio fatto di paglia con sopra un lenzuolo e si mise a dormire. …Si svegliò di soprassalto,le gocce di pioggia cadevano fitte sulla sua casa, i tuoni risuonavano incessantemente, i lampi con la loro luce bluastra si vedevano dal basso della porta e dalle fessure delle persiane chiuse. Tuttavia non v’era un fil di vento: sembrava quasi un incantesimo. Qualcosa l’aveva svegliato,un istinto,un presagio… Prese la sua spada e uscì sotto la pioggia socchiudendo la porta. Il suo istinto lo portò a scrutare in fondo al campo, dove iniziava il bosco. E là lo vide: un’ombra si stagliava minacciosa e lo guardava con odio. In quell’istante un lampo ne illuminò la faccia.
|
|
|||
| Il suo volto dava un’idea di
freddo, particolare che era evidenziato ancor di più dai profondi occhi
azzurri; il viso era scarno e affilato. Contemporaneamente si lanciarono uno contro l’altro e pochi secondi dopo anche "l’ombra" sfoderò la sua spada. Poco dopo furono a contatto fisico e iniziarono a combattere. I lampi illuminavano a tratti le loro mosse: si muovevano, con maestria insuperabile, le loro sagome si muovevano rapidamente sotto la pioggia. Nessuno riusciva a sopraffare l’altro, guardandoli combattere non sembravano umani, perché i loro riflessi erano rapidissimi. A un certo punto però, il nostro eroe inciampò su una radice e contemporaneamente l’avversario gli ferì un braccio facendogli cadere la spada a un metro di distanza. Sembrava spacciato, era inginocchiato, l’avversario stava per infliggergli il colpo finale quando prontamente egli recuperò la spada e infilzò l’avversario,che cadde inerte, accasciandosi a terra.
|
|
|||
| Lasciò il corpo lì dov’era e inzuppato fradicio,con una mano stretta intorno al braccio ferito, rientrò nella sua abitazione facendo sbattere sonoramente il chiavistello. | ||||
|
Giorgio G. 2^D |
||||
|
pagina web di Giorgio G. |
||||