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Una
giornata da prof |
| Jeremy come al solito
era in ritardo. Il prof. Jekill lo avrebbe sgridato di sicuro e così sarebbe
entrato nel Guinness dei Primati. Quindi dopo una pedalata da velocista e un
mezzo incidente stradale evitato arrivò e si precipitò nell’ ingresso pulito
dai bidelli. E così dopo mezz’ora di rincorsa dei bidelli infuriati entrò in
classe dove il prof. stava spiegando i complementi. |
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- Ah, Jeremy Gordon, come al solito. –
disse Jekill con aria falsa – al posto, che ti metto una nota!- gridò ora
con tono severo.
E così dicendo, il ragazzo si mise a
sedere sotto gli sguardi indifferenti dei compagni, mentre il prof. scriveva
con la sua penna “infernale” la nota.
La giornata fu una delle peggiori: 5
note, sempre dal professor Jekill. |
| L’odiava, lo
detestava. Se ne avesse avuto l’occasione di andare dentro la sua testa, lo
avrebbe rovinato. Fortunatamente la cosa successe e avvenne così. Jeremy
stava tornando da scuola con la sua bici, quando entrò nel vialetto di casa
e sentì un miagolio: era una gattina nera impigliata nei rametti di un
cespuglio. |
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Appoggiò la bici
a terra e strappando i rami, tirò fuori l’animaletto. Lo pose a terra ma
appena essa toccò il suolo un vortice nero accerchiò la gattina e la
trasformò in strega. Era alta con capelli neri e unti e un tipico cappello a
punta. Si avvicinò a Jeremy e aprì bocca per parlare. |
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-Ti ringrazio giovanotto per avermi
salvata. Di solito non mi libero facilmente. Sono debitrice e per questo
esaudirò un tuo desiderio qualsiasi. Avanti, forza!-
Il ragazzo ci pensò un poco poi un
sorrisetto diabolico gli apparve in faccia.
1
Vorrei…essere trasportato nella testa del professor Antony Jekill,
domani mattina quando mi sveglio; lui deve rimanere nella sua testa, ma
incosciente e per quanto mi riguarda , verrò sostituito da un…da un…robot. –
mormorò Jeremy.
2
Desiderio dettagliato ed esauriente. Ok fatto!- gridò decisa la
strega e sparì in un sonoro POF! |
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BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP! |
Jeremy se ne andò a casa e dopo aver
fatto i compiti, cenato e guardato un po’ di TV se ne andò a letto, stanco
morto. A letto pensò alla strega e al desiderio, forse aveva avuto
un’allucinazione o qualcosa del genere. Ma pensare mette sonno e così chiuse
gli occhi.
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| Era già mattina e
ancora mezzo addormentato si diresse in bagno. Sentiva male alle ossa come
se avesse i reumatismi. Si massaggiò il torace, ma qualcosa di peloso
pervadeva il petto; si guardò allo specchio e…e…era diventato il prof. Jekill. Urlò e
svenne, urtando la testa contro il water. |
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Passò qualche ora e
quando rinvenne guardò per prima cosa l’orologio: le otto meno cinque!
Doveva andare a scuola, ma da prof! Si vestì in fretta e prese borsa e
cappotto e scese giù. Prese l’autobus, era in ritardo, come al solito. Ma
questa volta era Jekill e non poteva scriversi un autonota. Così perse un
po’ d’ansia e fretta e dopo mezz’ora arrivò. |
| I bidelli
avevano appena pulito e come al solito, Jeremy calpestò il pavimento pulito
e fu rincorso anche così, dai bidelli. Entrò in classe alla seconda ora.
Faceva uno strano effetto entrare mentre tutti si alzano appena ti vedono.
Il ragazzo vide il suo robot, tale e quale a lui, spensierato e fannullone.
C’era la lezione di geometria, materia dove lui andava non male, ma
malissimo! Prese il gesso e ed esitò a scrivere. Chiese alla classe. |
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-Quale argomento abbiamo fatto per
ultimo?- domandò imbarazzato.
-I trapezi!- rispose Franklin Bean, il
secchione della classe.
Jeremy si girò e cercò di spiegare il
trapezio isoscele. Prima di tutto non disegnò niente che assomigliasse ad un
poligono. Poi cercò di spiegare un esercizio non riuscito alla maggior parte
della classe. Un disastro completo. |
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- Ah, allora come…ben sapete l’area
del trapezio si fa…si fa…- disse incerto- Bean dimmi!-
Franklin spiegò la formula e la
formula inversa mentre Jeremy stava a fare un disegnino sulla lavagna. La
lezione continuò sempre peggio finché con gioia di Jeremy suonò la
campanella. Uscì dalla classe tutto sudato e chiese al suo robot un po’ di
merenda. Il fatto fece scalpore. Jekill che parlava con Jeremy Gordon? Una
cosa fuori dall’ordinario che andò sulla bocca di tutti. Finito l’intervallo
Jeremy si recò in classe, ancora con la mentalità da bambino, ma un bidello
lo avvisò che aveva un appuntamento con i signori Gordon: i suoi genitori. |
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Si diresse velocemente nel suo
ufficio; quando vide sua madre e suo padre un po’ arrabbiati. -Mamm…Ehm
signori Gordon vi ho forse disturbato?- -Un po’? Avevamo impegni di lavoro,
che ci deve dire? Allora?- gridò il signor Gordon.
Incominciò ad avere una crisi di
pianto come se lo stesse sgridando davvero. Sicuramente Jekill li avrà
convocati per il suo comportamento a scuola e lo avrebbe descritto
malissimo. Così passò alla difensiva.
- Ah, niente, le volevo dire che
vostro figlio Jeremy è così…è così brillante. Uno studente modello.-
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E così continuò dicendo quanto era
bravo, interessato e disponibile in tutto. I suoi genitori se ne andarono
contenti. Però si pentì un po’ di aver raccontato una bugia ai suoi
genitori, ma una piccola bugia non faceva male a nessuno.
Era finita la giornata e doveva
correggere i compiti. Una montagna alta 2 metri. Non ce la faceva più.
Implorò la strega di tornare e di farlo diventare come prima. Niente. Non
apparve. Lui, allora, si diresse a casa di Jekill si tuffò in poltrona
davanti alla TV finché non si addormentò.
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DRIIIIIIIIIIIN! |
La sveglia suonò e Jeremy si svegliò
di scatto. Era già vestito: il robot si era dimenticato di spogliarsi. Scese
giù prese un toast e uscì. Stranamente era in anticipo e quando lo videro
gli chiesero subito come mai aveva parlato con Jekill. Mentre cercava di
rispondere vide Jekill essere sotto gli occhi di tutti a causa del suo
comportamento.
Jeremy aveva così avuto la sua
vendetta. |
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Rafhael F. 2°D
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