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I gorilla sono, assieme agli
scimpanzé, bonobo e orangutan le specie animali più prossime all’uomo, con
il quale condividono la quasi totalità (98%) del patrimonio genetico. Il
loro comportamento è stato studiato attivamente dagli inizi del secolo, ma
la difficoltà di seguire gruppi familiari di questi animali in mezzo alla
foresta africana è molto alta.
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| Il Congo è la patria del Gorilla di montagna; e nella riserva di Lesio-Louna si trovano piccoli gorilla "traumatizzati" perché senza genitori. Questa situazione è condivisa anche dagli stati confinanti: lo squilibrio ecologico derivato del taglio progressivo delle foreste (per il legname pregiato) e la caccia indiscriminata a questi animali, ha portato rapidamente ad una situazione insostenibile, che, senza l’intervento di volontari e studiosi internazionali, potrebbe portare rapidamente alla loro scomparsa. |
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I piccoli gorilla sono quanto di più debole e sensibile tra la fauna selvatica: come l’uomo, necessitano di cure parentali fino a qualche anno di età. Lasciati orfani la loro speranza di sopravvivenza è nulla. Queste riserve hanno il compito di preservare la loro vita e soprattutto quella di educarli all’autonomia: come dei piccoli bambini devono essere accuditi e sorvegliati, e spesso non è cosa facile. L’ONU ha firmato un trattato per la protezione delle grandi scimmie, e gli scienziati sono abbastanza ottimisti. La speranza è che si formi una consapevolezza in tutti gli umani che condividono le zone abitate da questi animali per preservarli dall’estinzione. | |
Pagina web di Riccardo R.
Testo di Alice B. 3°B