Una lezione... epica
Quel giorno, a scuola, si presentava eguale a tutti. Tuttavia, ad un tratto arrivò il bidello che ci avvertì che Polifemo aveva fatto irruzione nella scuola, seminando il terrore. A queste parole, la nostra prima sensazione fu quella di ridere a crepapelle, visto che quella era l'ora di epica e stavamo proprio leggendo il brano dell'Odissea sui ciclopi. La faccia sconvolta del bidello, e ancor di più l'enorme piede che abbatté il soffitto dell'aula, ci fecero capire che non era affatto uno scherzo, ma era tutto vero! Subito scoppiò il panico anche nella 2°B, con la professoressa che cercava invano di tenerci calmi.

 Quando vedemmo che Polifemo era intento a sbatacchiare qua e là e a mangiare alunni e personale, fummo ancora più preoccupati, capendo che non era qui con intenzioni pacifiche. Assieme alla sensazione di panico, sentimmo anche la necessità di trovare una soluzione al più presto. Così incominciammo, noi bambini, a pensare a una trappola o a qualcosa che potesse, comunque, mettere il ciclope in fuga o danneggiarlo. Questo piano era, però, difficile da ipotizzare perché nessuno aveva il cellulare e i fili del telefono erano stati staccati dal ciclope.

Arrivati ad una conclusione la mettemmo in atto: scaldammo l'acqua della piscina attraendo Polifemo con l'odore delle nostre merende sapendo che è sempre affamato. Quando arrivò dentro l'acqua, si scottò emettendo un grido di dolore; così  gli tirammo addosso i fazzoletti con l'acido, mettendogli fuori uso la vista e parte dell'olfatto e dell'udito. Aspettammo un po'  perché la sua ira si placasse e incominciammo a tirargli addosso le palle mediche. Una volta reso mansueto e stordito, lo imprigionammo con la rete da pallavolo.

Il piano era andato come volevamo e il ciclope, dopo un po' che era nostro prigioniero, di dissolse nel nulla proprio come era apparso. Come per magia anche tutti i danni da lui causati furono magicamente sistemati. Così anche questa nostra emozionante e strana avventura ha un lieto fine, come ogni racconto fantastico che finisce bene. Ma questa era la realtà o ci eravamo immedesimati troppo nella lettura dell'Odissea!?!?
 

                           articolo di Claudio F. 2°B                     pagina web di Claudio F. 2°B