Il manuale del perfetto studente

La mattina la sveglia sembra suonare sempre prima? Le gambe sono più pesanti (a causa di uno strano fenomeno di attrazione terrestre…) e non riusciamo a buttarle giù dal letto? La spinta per recarsi a scuola è quasi annullata da una sconosciuta forza magnetica che ci attrae verso il materasso?

Arrivati, finalmente, davanti all’edificio scolastico la rampa

 per entrarvi ci sembra ripidissima e impercorribile, l’aula è misteriosamente più lontana del solito e raggiungibile a fatica?

         

Non preoccupatevi, non siete stati colpiti da una forma influenzale aliena, si tratta solo di semplice stanchezza a causa degli impegni scolastici accumulati in questi mesi! Fra poco il santo protettore degli studenti stanchi ha provveduto ad incastrare una serie di ponti, festività pasquali ed elezioni politiche, tali da permetterci di restare a casa per un paio di settimane! Ma se queste insperate vacanze vi sembrano ancora un lontano miraggio, ecco alcuni consigli pratici per sopravvivere fino ad allora.

OCCHIO SBARRATO

Rubate alla mamma o alla sorella più grande una matita da trucco nera, e con questa disegnatevi sulle palpebre due occhi fissi ed attenti: potrete tranquillamente dormire in classe (specialmente se sedete in ultima fila ed avete la possibilità di appoggiare la testa al muro per tenerla eretta) dando l’impressione di seguire la lezione con estremo interesse.

      

 Se il prof vi chiede come mai state russando, rispondete dicendo che si trattava di una personale forma di approvazione per le encomiabili parole da lui pronunciate: l’adorazione esagerata funziona spesso!

 

 

SONNELLINO NR 2

Se siete sprovvisti di matite per gli occhi o di sorelle maggiori, un altro sistema per concedersi un po’ di riposo in classe è quello di appoggiare semplicemente la testa sul quaderno aperto, stringendo in mano una matita o una penna. Riposate tranquillamente, e se il prof vi urlerà in faccia che state dormendo, ditegli che eravate sveglissimi, che anzi stavate prendendo appunti ma che proprio ieri l’oculista vi ha diagnosticato una forma fortissima di miopia…Per la stessa ragione potrete dormire tenendo sulla faccia un libro aperto (se di dimensioni ragionevoli): vi giustificherete riconoscendo la vostra difficoltà nel leggere, ma da lontano….

 

PRESCRIZIONE MEDICA

Dal bidello compiacente, o dallo zio pecora nera della famiglia (quello, per intenderci, che ha ripetuto quattro volte la seconda media e capisce il problema), fatevi scrivere sul diario una diagnosi medica che vi impedisce di restare in classe per più di venti minuti consecutivi,

 

   dopodiché è necessario che voi vi alziate per tenere in movimento i muscoli delle gambe che rischierebbero crampi dolorosissimi e pertanto dovete fare una lunga passeggiata in corridoio o, se le condizioni metereologiche lo consentono, meglio in cortile.

COCCO DEL PROF

In ogni classe c’è il cocco del prof che di solito corrisponde anche al secchione. È una razza in via d’estinzione, ma pare che alle Guinizelli ne esista ancora una decina di esemplari. Li potete riconoscere dagli zaini molto più pesanti (trasportano spesso gli ultimi volumi della TRECCANI che, guarda caso, stavano consultando proprio ieri sera), dai quaderni impeccabili privi di cancellature ed orecchie, dall’assenza nell’astuccio di bianchetto (a cosa serve?), dai diari puliti privi di tutte quelle scritte e sigle che, invece, sembrano fiorire in modo autonomo in quelli degli studenti “normali” (tipo: “ T.V.T.T.T.T.T.T.B.”). Basta individuare quello presente nella vostra sezione e, sotto terribili minacce del tipo “Ti faccio a pezzetti la gigantografia di Einstein che hai appeso sopra al letto”, convincerlo a farsi interrogare tutti i giorni delle prossime settimane, ad ogni lezione, così voi potrete tranquillamente non studiare , tanto tocca a lui…

 

RISCHIO EPIDEMIA

Raccogliete un po’ di forfora dalla cute di quel compagno che si lava i capelli solo a Natale e a Pasqua, spargetevela in testa ed incominciate a grattarvi in modo insistente. Prima o poi il prof se ne accorgerà e voi, sporgendovi il più possibile verso di lui, gli direte che vi grattate da tre giorni, forse a causa di quelle strane bestioline che ultimamente alloggiano fra i vostri capelli. Molto probabilmente vi firmerà un permesso speciale per andare a casa immediatamente!

Se temete che i pidocchi potreste prenderveli per davvero, perché anche il compagno di scuola con forfora abbondante non smette mai di grattarsi, munitevi di pennarello rosso, ed ogni due minuti (ovviamente non visti dal prof) aggiungete sulla vostra pelle qualche puntino, fino a che non se ne accorgerà. La cosa sarà più rapida se, anche in questo caso, vi gratterete a dovere…

 

IL PROF SIMPATICO

Questo ultimo consiglio è riservato solo a quei pochi fortunati che possono elencare nel corpo insegnante un prof simpatico. Ad ogni sua battuta potete ridere di gusto, in modo sempre più esagerato, scompisciandovi dalle risate e poi passare alla seconda parte del piano:

1)      “Mi scusi, prof, ma la sua ultima battuta era così divertente che me la sono fatta addosso dalle risate e adesso avrei bisogno di andare in bagno…”

2)    “Mi scusi, prof, ma ho riso così tanto che mi è venuto un crampo alla pancia ed ora necessito di un’ecografia urgente…”

3)    “Mi scusi, prof,ma ho riso così tanto che sono caduto dalla sedia e temo di essermi slogato un polso e forse fratturato la spalla…posso andare a casa?”

Vi piacerebbe seguire questo consiglio, ma siete sprovvisti di prof simpatici? Nessun problema, funziona ancora meglio con quelli noiosissimi, che però si credono divertenti…

 

Potrei elencarvi altri consigli, ma non li ho ancora testati personalmente e non posso garantirne il successo. Li tengo in serbo per gli ultimi giorni di scuola  e sarò felice di comunicarveli, se ne avrete bisogno: fatemi sapere…

Intanto, poiché anche io sono stata evidentemente colpita dal vostro stesso morbo, finisco qui e mi concedo un po’ di meritato riposo… dopo aver provveduto a disegnarmi gli occhi sulle palpebre, così mia mamma è convinta che io stia studiando….

 

 Testo Martina T.

Pagina web Virginia V.                   

Classe 1D