Black Out Energetico

Recentemente, lo spegnimento temporaneo di due linee tedesche ad alta tensione, che scavalcano il fiume Ems, in Bassa Sassonia, per consentire il passaggio in sicurezza della nave Norwegian Queen, ha provocato un grave blackout. In Italia sono state colpite dall'interruzione di corrente quasi tutte le province piemontesi e alcune liguri; al sud soprattutto Lecce e il Salento, nonché diversi comuni calabresi. In Europa occidentale, in media, il 10% dell'energia elettrica consumata da ogni paese è importata. Ci sono paesi esportatori come la Francia, con i suoi 59 reattori atomici, la Spagna, la Germania. E altri importatori, come l'Italia, ma in media, dei 3.000 miliardi di kwh consumati, 300 vengono da altri paesi. Cioè appunto dalle interconnessioni, le grandi autostrade dell'energia elettrica. Questo sistema fu creato negli anni Cinquanta durante la ricostruzione dell'Europa libera e, se pur modernizzato, ha ancora bisogno di coordinamento specialmente in caso di emergenze improvvise. La procura di Torino ha avviato un'inchiesta. Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha sottolineato la necessità di una politica energetica comune. "Siamo interdipendenti, ma una politica energetica comune ci manca ancora. Invece dovremmo diventare interdipendenti anche nelle decisioni” ha affermato l'ex presidente della Commissione Ue. Lo spegnimento delle linee ha tagliato in due l'Europa elettrica. L'Est sovraccarico ha disattivato alcune linee per evitare panne e guasti gravi. L'Ovest si è trovato d'improvviso in deficit di circa 10mila megawatt. In Italia, i gestori della rete elettrica, hanno usato la "riserva fredda" (aumentando la produzione) e avvertito le centrali nucleari straniere (essenzialmente francesi) da cui importiamo massicciamente. In pochi minuti gli impianti hanno aumentato la fornitura, consentendo di riportare rapidamente la situazione ai livelli di normalità. Il blackout tedesco, dovuto anche al picco di domanda d'energia elettrica causato dal freddo intenso, ci induce a pensare, che una panne improvvisa, meno governabile di problemi climatici, distribuisce problemi su tutto il continente. Penso che oltre a una politica energetica comune dovremmo sprecare meno energia e prendere in esame forme di energie alternative rinnovabili come le eoliche, solari e geotermiche.

  di GIULIA T.