ACQUA

Che cos’è?

L’acqua è un composto formato da sostanze chimiche e molecole unite tra loro.

 

L’acqua è distribuita in modo ineguale a seconda delle regioni della Terra. Il problema della sua scarsità, sia per la minaccia dell’inquinamento delle falde e dei corsi d’acqua, sia per gli intrecci tra il ciclo dell’acqua e le variazioni del clima (piogge e alluvioni, ma anche desertificazioni), è per molte nazioni uno dei principali problemi da gestire. Il ruolo dell’acqua è di tale rilievo che spesso è dato per scontato o passa addirittura inavvertito. Anche se la sua presenza è accertata su altri pianeti, l’acqua è una sostanza caratteristica della Terra, dove si trova allo stato liquido, solido e gassoso. La maggior parte dell’Acqua terrestre (97%) è oceanica, quindi salata. La massima quantità di acqua dolce si trova nelle calotte glaciali. I ghiacciai terrestri e marini sono Acque di precipitazione che si accumulano allo stato solido (calotte glaciali). Nonostante la grande abbondanza di acqua dolce sul pianeta, più di tre quarti di quest’enorme quantità non è attualmente sfruttabile perché costituita da ghiacci polari e da ghiacciai. Buona parte del restante quarto è costituito da acque delle falde sotterranee non ancora sfruttate intensivamente.

 

Distribuzione delle acque sulla Terra in km²

Oceano e mare 1 370 000 000
Ghiacciai marini e terrestri 34 000 000
Acque sotterranee 8 400 000
Laghi 230 000
Impregnazione del suolo 65 500
Acqua atmosferica 13 000
Fiumi 1 200
 

Come salvare l’acqua?
Chiedetelo agli Egizi!


La grande sete

1 miliardo 100 milioni di persone che soffrono per mancanza di acqua potabile 3,4 milioni le vittime della sete ogni anno 5 mila i bambini vittime della sete ogni giorno nel mondo 300 miliardi di $ il giro di affari nel mercato d’acqua


In Italia i sistemi tradizionali per ottenere acqua nelle zone aride vengono visti spesso come elementi folcloristici o apprezzati solo per gli aspetti monumentali delle antiche strutture.
 

 Sulla sponda meridionale del Mediterraneo accade il contrario: le foggare, cioè i vecchi sistemi drenanti, vengono recuperati dal punto di vista funzionale, ma spesso non si coglie l’importanza tecnica delle scelte, e così sostituendo il cemento alle pietre a secco, finisce che il sistema si blocca e non arriva più acqua.

È necessario ricostruire l’unità dei due elementi: estetica e funzionalità devono tornare ad essere una cosa sola.

Le conseguenze dello spreco dell’acqua sarebbero le seguenti: la falda salina tenderebbe a risalire minacciando i campi, il costo energetico dell’acqua che deve essere pompata in alto sale, l’inquinamento chimico arriverebbe a contaminare acque sempre più profonde perché gli strati impermeabili del terreno vengono bucati. Con lo stesso costo di un pozzo invece si può costruire una galleria drenante che assicura acqua di qualità migliore perché sicuramente dolce, non salmastra come quella dei pozzi contaminati dalla risalita salina. Inoltre si risparmia energia perché non c’è bisogno di usare le pompe: basta la forza di gravità.

Un esempio è nella tranquilla Tuscania, in provincia di Viterbo, dove una galleria drenante etrusca ha continuato a fornire ottima acqua potabile anche l’estate scorsa, durante una delle peggiori siccità.
 

Federica B. e Matilde L.