
| “Quest’oggi siamo in collegamento speciale con il nostro beneamato Martin Lutero. Allora dicci, Martin, cos’è questa nuova cosa che ti è saltata in mente?” |
|
| “Per prima cosa, la mia è una nuova religione." | |
| “Parlacene un po’.” | |
|
|
“Beh, intanto io dico che nessuno è perfetto (tranne me, forse…) e quindi non possiamo esigere il perdono di Dio. Poi la vendita delle indulgenze è una cavolata, perché solo una assoluta fede in Dio (che è pure gratis) può salvarci.” |
| “Ha le idee molto chiare, vedo.” | |
|
“Sì, hai pienamente ragione (ma non quanto me). Pensa, mi sono anche scomodato di copiare la Bibbia in tedesco. È stata un’esperienza da non ripetere.” | |
| “Ho sentito che hai anche osato insultare il Papa?” |
|
|
“Ma no, ma no, non l’ho insultato, ho solo detto che è un buono a nulla e non serve a niente.” | |
| “Ah, non l’ha insultato, allora!” | |
| “Non mi contraddire!” | |
|
“Siamo suscettibili, oggi, eh? Ma passando ad altro, cosa rifiuti del culto cattolico?” |
|
| “Eh, cos’è?” | |
| “Il culto del Papa, dei cardinali, e così via, no?” | |
|
|
“Ah, sì sì, ho capito. Beh, dico che tutti quei sacramenti sono troppi. Poi come fa uno a ricordarseli tutti? Io me ne ricordo solo due: battesimo ed eucaristia, e quelli sono. In più, io non capisco tutta questa storia dei Santi e della Madonna, che è, una squadra di calcio? Ultima cosa: io odio tutti quei mendicanti che chiedono l’elemosina! Perché mi fanno pena, gli do i soldi, e dopo non ne ho più per me! In questo mondo non c’è più religione!” |
| “Che tipetto questo Lutero! Che altre innovazioni hai apportato al nuovo culto?” | |
| “Ma che innovazioni e innovazioni! Non sono mica una macchina, sai? Però un’altra bella cosa c’è. Ho inventato il divorzio.” | |
| “Davvero? E come mai?” | |
|
|
“Beh, è molto semplice: non ce la facevo più a sopportare mia moglie, e l’ho mollata. Può essere un tal strazio, quella Katharina!” |
|
“Bene, grazie per essere stato con noi. Ora abbiamo un altro ospite illustre: Giovanni Calvino. Ciao Giovanni!” |
|
| “Salve, salve. Non applaudite, grazie.” | |
| “Allora Giò, parlaci un po’ delle tue idee.” | |
| “Beh, io dico che esiste la predestinazione.” | |
| “E cosa sarebbe, questa predesnazionale?” | |
| “Predestinazione. Comunque, è la scusa per far lavorare tutti sodo.” | |
| “Si spieghi meglio.” | |
|
|
“Insomma, funziona così: io dico in giro che Dio (che non ho ancora capito chi sia) ci ha già destinato all’Inferno o al Paradiso. Un modo per capire dove andremo è guardare come andiamo nel lavoro quotidiano, se andiamo bene vuol dire che andremo in Paradiso, se facciamo pena vuol dire che andremo all’inferno. Così la gente, che ovviamente vuole andare in Paradiso, ma no!, si impegna tantissimo nel lavoro e diventa ricca, compra altre cose, le usa nel lavoro e si arricchisce sempre di più. Semplice, no?” |
| “Semplice, come no. Ringraziamo anche il nostro Giò..” | |
| “Giovanni Calvino, la prego, non Giò.” | |
| “Ringraziamo il nostro Calvi di essere stato con noi e lo salutiamo: ciao!” | |
| “Arrivederci. Ah, e non chiamatemi Calvi.” | |
|
Scritto da Mical
N., classe 2°F. Ringraziamo per l’aiuto Diana L. |
|