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Pierre de
Coubertin |
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| Le prime olimpiadi furono istituite nel 776 a.C. ad Olimpia. Dopo più di 2000 anni rinacquero grazie al barone francese Pierre de Coubertin. Di famiglia ricca e aristocratica, egli lottò contro le disuguaglianze di classe e per i diseredati. Era assolutamente convinto della forza didattica dello sport. Pensava infatti che un buon approccio alla vittoria e alla sconfitta, nello sport, potesse essere d’aiuto nella vita a ciascuno, per misurarsi con sé stesso, e per rispettare gli altri, sempre.Grazie a lui i giochi olimpici tornarono ad essere gara, spettacolo e incontro di popoli diversi. Ciò accadde ancora una volta in Grecia, precisamente ad Atene nel 1896 d.C. |
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| La sua intuizione di allora, forte e chiara, ci ha donato in questi 108 anni una serie infinita di storie, di record, di passioni, di ideali, di momenti insostituibili nella nostra mente e nella storia di ogni uomo. Lo sport puro pensato dal Barone de Coubertin era lo sport dilettantistico, quello cioè praticato per passione e per disinteresse, lontano dal denaro. | |
| Con il tempo il proverbiale spirito olimpico e la notissima frase del nobiluomo francese l’importante non è vincere, ma partecipare dovettero fare i conti con lo sport professionistico, cioè con lo sport pagato moltissimo e diventato perciò sinonimo di notorietà e ricchezza. | |
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All’inizio le regole olimpiche erano molto più ferree nessun professionista ai giochi olimpici ma oggi non è però più possibile mantenere la netta distinzione di un tempo.Lo sport come ideale e poi diventato sempre più lo sport come affare, anche se resta vero che ai giochi olimpici, diversamente dai campionati del mondo partecipano per lo più giovani e giovanissimi di tutte le nazioni.In molte città del mondo esiste una via, una strada, una piazza dedicata al Barone francese. |
| Qui a Bologna, la via de Coubertin costeggia lo stadio comunale, in ricordo dell’uomo e del suo grande spirito sportivo, grazie al quale noi tutti oggi viviamo, studiamo e lavoriamo sperando, insieme agli sportivi di tutto il mondo, che la prossima edizione dei giochi sia ancora più suggestiva e affascinante della precedente e che ci doni nuovi campioni sempre leali e sempre più umani. | |
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a cura di Enrico F., Pietro A., Stefano T. |
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