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Le chiavi di casa
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IL film narra di un ritrovato rapporto tra un ragazzo disabile, Paolo, e di un padre, Gianni, che era stato incapace di accettare la diversità dell’altro, la cui nascita aveva causato la morte della moglie, 15 anni prima. Storia di incontri e fughe da un’inafferrabile realtà che esamina al microscopio relazione padre – figlio evidenziando l’insicurezza dei due protagonisti messi faccia a faccia, a Berlino, lontani da ogni rifugio. L’unica figura esterna è quella di Charlotte Rampling ,madre di Nathalie, anch’essa ospite all’ospedale di cura, che dal suo canto affronta il fatto con più rassegnazione, mentre Kim Rossi Stuart ,il padre di Paolo, non ci riesce. Da questo incontro, Gianni trova la forza di andare con il figlio in Norvegia per cercare la fidanzata di Paolo, da qui il film diventa “on the road”. Quando sembra che tutto vada per il meglio e che i due si siano avvicinati, Paolo (Andrea Rossi) tratta il padre come un perfetto sconosciuto ripetendogli il proprio numero di telefono e il suo indirizzo. Gianni scoppia in un pianto che rimanda a tanti significati. A mio parere è un film discreto, omogeneo nella regia ma scadente nella fotografia, perchè Gianni Amelio decide di girare una stessa scena tante volte ma con una pellicola più economica. Inoltre il regista dà di proposito il suo nome a Kim Rossi Stuart immedesimandosi nel ruolo del padre. Il film si ispira al libro”Nati due volte” di Giuseppe Pontigia.
Eugenio B.
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