Di Elisa N. 1°H |
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Il giorno 18 novembre 2004, la classe I H nell’ambito del “Progetto ambiente” si è recata al Parco della Chiusa, detto anche Parco Talon dal nome del suo antico proprietario, il Marchese Dionigi Talon, che lo ha donato al Comune di Casalecchio. La classe è stata accompagnata da Sergio Gardini del C.A.I., Club Alpino Italiano, e dalla professoressa Iacono, insegnate di storia e geografia. Usciti da scuola i ragazzi hanno percorso via Battaglia fino ad arrivare in via Saragozza, dove, saliti sull’autobus numero 20, sono arrivati in via Porrettana; e di lì alla chiesa di San Martino, all’ingresso del parco.Il parco si presenta con un ampio viale alberato, delimitato da due filari di ippocastani; lì aspettava Elena, la loro guida, anche lei del C.A.I. |
L’ingresso
del Parco Talon fiancheggiato da ippocastani |
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Due immagini del fiume Reno, con la chiusa
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Giunti alla Chiusa Elena ha raccontato che è stata costruita nel 1122 in legno, poi rifatta in muratura nei secoli successivi. La Chiusa serve per alimentare il canale di Reno che è stato costruito per portare l’acqua del fiume a Bologna, dove veniva utilizzato per il trasporto di merci e il lavaggio dei panni; in via Riva di Reno, infatti, si può oggi ammirare un monumento alle lavandaie in ricordo di questa attività che si è svolta fino alla prima metà del novecento. Girando per il Parco gli alunni hanno scattato qualche fotografia e osservato la vegetazione: pini, cipressi, olmi, querce, sambuchi, tigli e lecci. Alcuni alberi erano molto alti e con grossi fusti: sicuramente hanno qualche centinaio di anni. |
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Scultura
all’interno del parco L’escursione è continuata con la faticosa salita del sentiero detto dei Bregoli, che conduce alla Basilica di San Luca. Tale sentiero (indicato come il sentiero del CAI n° 112/A) prende il nome dalla parola “bregoli” che indicava i pezzi di legna da ardere che gli abitanti raccoglievano lungo il percorso. Procedendo per il sentiero si incontrano le dodici stazioni della “Via Crucis”(via della croce). |
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Anche lungo il sentiero la vegetazione è molto ricca: rosa canina, biancospino, lauro, acacia, aceri, mandorli, noccioli e querce. Giunta in cima al colle, la classe ha consumato la meritata merenda ed ha approfittato della bella giornata di sole per scattare altre fotografie del panorama. Al termine del sentiero si raggiunge via di Monte Albano, dove, dopo un ultimo tratto di strada in salita, si arriva alla basilica di San Luca, che custodisce una Madonna in stile Bizantino dipinta, secondo la tradizione, dall’ Evangelista.
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Dopo qualche minuto di sosta i ragazzi sono ripartiti lungo il celebre portico, il più lungo del mondo,e in breve tempo giunti all’Arco del Meloncello e da lì in via Saragozza, da dove imboccando via Battaglia hanno fatto ritorno a scuola. |
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