ABUSI, VIOLENZE E

SFRUTTAMENTI MINORILI

 di Stefania M. & Valentina T. 2ªF

TRE PAROLE CHE RACCHIUDONO IN SE UN MONDO DI ASPETTI NEGATIVI

 SFRUTTAMENTO LAVORATIVO

“Gli Stati riconoscono il diritto di ogni bambino a non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione, di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale […]”

Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, art. 32.

Non sempre questo articolo viene rispettato infatti nel mondo 211 milioni di bambini e bambine sotto i 14 anni invece di giocare, andare a scuola ed istruirsi stando in compagnia dei propri coetanei è costretto a lavorare nei campi, nelle discariche, per strada, ma soprattutto nelle fabbriche; un bambino su venti è impegnato nell’industria che produce beni destinati all’esportazione.

STATI

 

BAMBINI IMPEGNATI NEL LAVORO

Pakistan

20%

Indonesia

20%

Bangladesh

25%

Thailandia

32%

Senegal

oltre il 40%

Nepal

60%

Filippine

oltre 2 milioni

Brasile

7 milioni

Nigeria

circa 12 milioni

India

44 milioni (detiene il record mondiale del lavoro minorile)

Di tutti questi più di 40 milioni in tutto il mondo sono costretti a lavorare in condizioni nocive per la loro salute. Ogni anno muoiono 22.000 minori per incidenti su lavoro.

Nessun paese è immune al lavoro minorile, nemmeno l’Italia. Nel nostro paese l’I.S.T.A.T. ha contato circa 145.000 bambini lavoratori, mentre la C.I.G.L quasi tre volte tanti.

Essendo un fenomeno illegale non ci sono dati certi. Sempre in Italia, nel 1995 si sono verificati più di 17.000 incidenti di ragazzi lavoratori tra i 15 e 17 anni, 1.100 di ragazzi di 14 anni e oltre 500 i ragazzi di ragazzi tra i 12 e i 13.  

Chi di noi non ha mai giocato con un pallone?

Dati recenti dicono che in Pakistan e in India i bambini lavorano anche 12 ore al giorno per produrre a mano palloni da calcio, da rugby o scarpe da ginnastica, ricevendo una paga assurda.

Un esempio di business che ci dimostra quello che ho appena scritto è quello di una azienda brasiliana di scarpe (di tipo sportivo), il lavoratore viene pagato 0,80 all’ora, i padroni ricevono dalla multinazionale 13,50 per ogni paio di scarpe, la multinazionale le rivende ai grossisti per 29,00 , in qualunque negozio quel paio di scarpe costa 58,00 . Se ora quel lavoratore volesse comprarsi le stesse scarpe che produce gli occorrerebbero sette settimane di lavoro.

ABUSI SESSUALI

Povertà, fame e disperazione dovute a situazioni di emergenza come la guerra spingono donne e ragazze a prostituirsi obbligandole a scambiare favori sessuali con protezione, cibo, medicine, documenti o servizi per se stessa o per la propria famiglia.

Nello Zaire molte famiglie hanno spinto le loro figlie alla prostituzione. In Guatemala ed in Colombia alcune bambine e ragazze sono state costrette a prostituirsi con combattenti di gruppi paramilitari perché questi difendessero le loro famiglie da altri gruppi armati. Le minori che sono state avviate alla prostituzione non hanno altra scelta che continuare a farlo, a meno che qualcuno non le aiuti come stanno facendo stati e organizzazioni sociali.

Molte ragazze sono vittime dello stupro, la maggior parte hanno fra i 12 e i 17 anni, subiscono ciò da adulti, parenti o semplici coetanei.  Capita che questi crimini non vengano denunciati per paura della vittima, in altri casi il processo viene fatto a porte aperte, pubblicamente.

È capitato persino che durante il processo, la vittima, sia stata incriminata come se lei stessa fosse la vera colpevole delle violenze subite.

Tutto ciò porta danni anche psichici, ci sono ragazze che per paura, poi non escono più di casa, non parlano con i ragazzi e non vanno in giro da sole. I danni più gravi avvengono nella loro testa dove si concentrano paure e fobie; ciò si ripercuote anche sulle famiglie, il disadattamento delle figlie ad alcuni luoghi e situazioni porta a crisi profonde tra i genitori. La violenza fisica e sessuale ricade non solo su chi la subisce ma anche su chi per coincidenza o errore vi assiste.

Per le vittime e le persone che vengono toccate dal fatto esistono associazioni come C.I.S.M.A.I. che viene interamente dedicato alla violenza assistita.  

LA VIOLENZA DELLE GUERRE RIFLESSA SUI BAMBINI

In questo periodo si sta parlando molto di guerre, di bombe, di terrorismo e di vittime…

Tra le vittime, molti sono bambini: 7 milioni di questi sono sotto i 5 anni e muoiono annualmente per la mancanza di cibo che le guerre portano. Negli ultimi anni i conflitti armati hanno uccisi 2 milioni di bambini, ne hanno resi disabili tra i 4/5 milioni, ne hanno lasciati senza casa 12 milioni, gli orfani sono più di 1 milione e quelli psicologicamente traumatizzati sono più di 10 milioni.

A molti di quei bambini viene messa in mano un’arma e vengono istruiti ad uccidere il nemico, questa è la mentalità con la quale crescono, quindi non c’è da stupirsi se poi una volta grandi saranno terroristi o kamikaze.

Ci sono racconti di adolescenti sottoposti a lungo ad atti di violenza che hanno perso la fiducia negli adulti. Un ragazzo bosniaco parlando di un suo amico ha dichiarato: “ Avevamo passato la nostra infanzia insieme. Lo vidi e sperai che mi avrebbe salvato la vita. Era pronto ad uccidermi”.

Molti di loro sono costretti ad emigrare con la loro famiglia. C’è chi si chiede perché ci sono tanti rifugiati nell’occidente, la risposta è semplice: per tutte le guerre che sono in corso, per la povertà che c’è nel mondo, perché vedono nei paesi occidentali una sorta di salvezza, credono che lì ci sia più lavoro, più soldi ma lì vengono solo sfruttati o rifiutati.

AUTOLESIONISMO: FUMO E DROGHE

Volete rovinarvi la vita? Avete deciso che non vi importa di voi stessi?

La maniera giusta per esaudire i vostri desideri è il fumo e la droga.

Il tabacco con i suoi effetti nocivi causa ogni anno una quantità di vittime superiore a quelle provocate da: incidenti stradali, omicidi, suicidi e droghe illegali tutte insieme.

Circa il 23% dei fumatori hanno dai 14 ai 17 anni, il 32,63% dei ragazzi di 15 anni ammette di fumare, il 14% dei tredicenni consuma sigarette abitualmente come il 3,43% degli undicenni. I più assurdi, però, sono il 37% dei ragazzi che fuma per essere considerato più grande come il 17% che lo fa per imitare gli amici.

Per quanto riguarda le droghe, da pochi giorni nel Regno Unito una scuola secondaria ha incominciato a fare test anti-droga tra i ragazzi, alcuni pensano che sia solo una perdita di tempo mentre altri la trovano una cosa intelligente.

Io conosco alcuni ragazzi che fumano e si drogano, sicuramente non andrò mai a dirgli di smettere, la vita è la loro e io non mi sento in grado di dirgli quello che devono farne, però, posso decidere quello che voglio farne della mia e so che non me la rovinerò mai in questo modo.

Scrivendo tutto ciò noi stesse ci siamo rese conto che non sono argomenti facili, spesso trattati con superficialità. Noi abbiamo voluto scrivere un articolo adatto a tutti, che raccontasse ciò che accade nel resto del mondo visto dagli occhi di due ragazzine e per una volta non da un telegiornale o un adulto.

Il nostro invito personale è semplice: riflettere su ciò che avete letto, cercare di capire quanto siete fortunati e ricordarvi che per ogni bambino o bambina che viene sfruttato, che subisce abusi o violenze c’è un diritto umano violato.