|
Il tarlo delle matite |
|
|
C’era una volta un tarlo molto speciale e veloce. Un giorno a un bambino cadde una matita, la raccolse e vide che la punta non c’era più.
Il tarlo aveva mangiato la matita in una frazione di secondo.
Si insediò nella classe 1^G aspettando che cadessero delle succulente matite, ma non cadde nulla, aspettò altre due ore e all’improvviso cadde una matita: una 2H color rosso fuoco con strisce dorate, una prelibatezza. |
|
|
|
Si affrettò, corse più in fretta che poté ma riuscì a mangiare solo metà punta.
Era furioso, si arrampicò sul banco e si rosicchiò l’altra metà.
Aveva ancora fame, scoprì a cosa servivano le due gambe dietro, servivano a fare dei salti molto lunghi, per cui si mise a saltare di banco in banco per rosicchiare tutte le punte delle matite. |
|
Aveva il pancino pieno, si trovò un angolino e, affaticato dai salti, si addormentò.
Ecco perché, quando cadono le matite e voi le raccogliete, le trovate sempre senza punta! |
|
|
Lorenzo M. - 1 G |
|