RECENSIONE  
Nel lontano oriente, più precisamente ai piedi dell’Himalaya, più precisamente ancora nel regno del Gabàl, ancora più precisamente a Tukka, nasce il principino Didenda che viene cresciuto da una famiglia di agricoltori.

L’omicidio della famiglia reale sconvolge il Paese ma il ragazzo è inconsapevole di esserne l’erede…
Alessia Tucci ci ha messo uno stile allegro, mai eccessivo.
 
 
  Il romanzo ti porta via anche per certe arie stravaganti, bizzarre: pare quasi pop nella capacità di mescolare: torture, omicidi, intrighi, il ritorno, la vendetta. Ma anche: i templari, l’oro. E poi: l’amore, il riconoscimento, Bologna. Tante spezie che sembra complicatissimo far cuocere insieme nella pentola di un solo romanzo senza guastarne il sapore: ma niente è impossibile…