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Bologna, 24/1/2005 Sala Borsa ore 10.00 Ancora una volta la Sala Borsa è stata teatro di un evento culturale: Helga Schneider ha incontrato alcune classi delle scuole medie di Bologna per testimoniare non solo la sua esperienza di scrittrice, ma soprattutto come l’infanzia sia la vittima più innocente e offesa della violenza e delle guerre del passato come del presente. Fin da bambina sognava di diventare scrittrice e preferiva risparmiare sugli abiti per acquistare una macchina per scrivere: la sua vocazione ancora oggi la spinge a narrare storie di fantasia che però nascono da vicende reali di vita vissuta. |
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Lasciamo alla voce stessa della scrittrice i ricordi più significativi della sua vita Le domande si sono susseguite incalzanti: |
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In “Stelle di cannella” i due gatti si amano nonostante siano completamente diversi, uno bianco e uno nero e continuano ad amarsi anche attraverso l’odio e la violenza dei padroni. Ciò significa che l’intolleranza e il pregiudizio in natura non esistono ma sono frutto della mentalità dell’uomo? |
Sì, certo gli uomini nascono uguali e liberi; sono le ideologie sbagliate che creano i pregiudizi . |
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| Che cosa ne è stato della Sua famiglia? |
Mio padre si è risposato, ma la mia matrigna non mi ha mai accettato e sono stata mandata prima in un istituto per bambini problematici, poi in un collegio di rieducazione, senza che papà ne sapesse nulla poiché era in guerra. Mio fratello, pur cresciuto in famiglia, soffre soprattutto oggi della storia della Sua infanzia. Mia madre invece l’ ho rivista trent’anni dopo, ancora orgogliosa della sua uniforme di “guardiana” di Auschwitz: da allora non l’ ho mai più cercata e ho saputo solo adesso che è morta recentemente. Mi sono trasferita in Italia dove mi sono sposata, ho avuto un figlio e ho conosciuto una testimone della Shoa: Elisa Springel. Siamo diventate subito grandi amiche anche se nessuno credeva che potesse nascere una amicizia tra un’ebrea e una tedesca. Bombe, terrore, fame, solitudine: questa è stata la mia
infanzia. |
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| Perché nel suo libro “Stelle di cannella” usa qualche parolaccia? | Quando si testimonia, lo scrittore deve dire la
verità e quelle sono parole che ho davvero sentito, così come ho assistito a
sette anni, al termine della guerra, alla violenza di alcuni soldati russi
nei confronti di due adolescenti. |
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| Come è possibile che i tedeschi abbiano sostenuto Hitler e non si siano ribellati alle atrocità del nazismo? | Ogni dittatura si fonda sul terrore e tutti noi
avevamo paura. All’inizio del suo mandato politico, Hitler si propose ai
tedeschi come uomo forte e capace di risolvere i problemi gravissimi, come
la disoccupazione, nati dopo la prima guerra mondiale: in pochi anni la
Germania si risollevò dalla crisi economica e tutti avevano lavoro. Noi
tedeschi, in ogni caso, non possiamo discolparci e le persecuzioni pesano
sulla nostra coscienza. |
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Tante sono state le domande poste dai ragazzi ma noi vi abbiamo proposto solo le più interessanti. L’incontro si è concluso con una sorpresa: Federico, alunno della 2^ media G delle scuole Carracci, ha donato alla scrittrice un vassoio di stelle di cannella da lui preparate. Helga Schneider, commossa, ha concesso autografi a volontà.
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