un importante mezzo di comunicazione

 

Ogni giorno la televisione appare nella vita di quasi tutti noi. Spesso, quando mia madre torna a casa dal lavoro, mi chiede dove sono: l’80% delle volte sono sdraiata sul divano a guardare la TV.

Ormai, nel 2005, la televisione è sia un mezzo di comunicazione che un passatempo.

La TV è arrivata in Italia nel 1954; a quel tempo quasi nessuno la possedeva e gli unici posti dove si poteva ammirare quella stupefacente “scatola magica” erano i bar e le parrocchie.

 

 

Allora una buona parte della popolazione era analfabeta e si ricorse ad un metodo molto efficace: la scuola in TV. Tramite questo mezzo, il livello di analfabetismo  si abbassò di parecchio. Io penso che un pregio della televisione sia l’insegnamento: forse, ora, non c’è più un insegnante che spiega come leggere e scrivere, ma programmi come “Quark” o “La Macchina del Tempo” regalano informazioni su ogni campo.

La televisione, inoltre, è un passatempo alla portata di chiunque, che propone programmi di ogni tipo e gusto: per i più piccoli ci sono i cartoni animati, per i giovani e gli adolescenti programmi di moda e di musica, per gli adulti e gli anziani soap-opere e telegiornali. Inoltre, chi ha un hobby in particolare, può acquistare il satellite e vedere ventiquattr’ore su ventiquattro la cosa che preferisce, da film a documentari, programmi di giardinaggio, edilizia, li

e cucina.

I vantaggi della TV sono davvero tanti, ma questa ha anche molti difetti, che nel corso della sua “vita” sono aumentati a dismisura. Un tempo la televisione era un mezzo di comunicazione mentre oggi i vocaboli dei film, delle telenovele o dei cartoni animati si sono ridotti a 300 circa, con un aumento spropositato delle parole non adeguate.

 

Se poi le pubblicità non facessero vedere solo ragazze seminude bellissime o modelli ci sarebbero meno problemi d’immagine corporea e disturbi psicologici.

Ai ragazzini la TV piace, gli intellettuali sono contrari: ognuno ha un proprio parere sulla televisione.

Poi, una volta, la TV aveva due o tre canali e dopo un certo orario si spegneva automaticamente, mentre ora trasmettono film pornografici e molto espliciti.

Inoltre ai giorni d’oggi l’immagine fisica è sfruttata a tal punto da creare stereotipi: una ragazza è bella solo se è magra e alta 1,80 m, è famosa solo se sposa un calciatore ed è interessante solo se sa ogni cosa su un attore o su un cantante.

Penso che non ci sia una ragazza della mia età che non ha mai detto -“ Guarda come sono ingrassata”- oppure –“Ho comprato un paio di jeans da 250 euro… belli, vero?”-.

Magari con quei jeans così costosi e trendy, una famiglia africana avrebbe potuto mangiare per parecchi giorni. Anche io faccio quel genere di affermazioni, senza prima pensare.

Forse, se venissero proposti programmi comici più spesso, invece che film nei quali una persona che riceve una pallottola nel cuore uccide quaranta rapinatori salvando eroicamente la situazione, la gente, e soprattutto i giovani, avrebbero una visione molto più nitida e reale della vera vita.

 

Io penso che, se diventa come una droga e se ne abusa, può risultare dannosa, ma se una persona ha gli anticorpi adatti, come hobby, sport, scuola, lavoro, amici, questa è  un oggetto utile che informa su politica, divertimento, novità, socialità e cultura.

Insomma, tra il bianco e il nero esiste il grigio, esiste cioè una giusta via di mezzo tra guardarne troppa e non guardarla.   

 

CAROLINA S. (2 E)