I canali di Bologna

Avete mai pensato camminando per il centro di Bologna , che sotto di voi vive un’altra città fatta d’acqua . E’ quello che abbiamo scoperto in novembre nell’uscita didattica al parco Grosso grazie al professor Benedetti . La città viveva sull’acqua e faceva dell’acqua la sua fonte di ricchezza
Vi  si trovava una fitta rete di canali che ricevevano acqua dal fiume Remo dal fiume Savena , tanto che veniva chiamata la Venezia del centro .L’acqua
veniva usata, oltre che per cucinare e per lavare, anche come forza motrice . I primi a sfruttare l’acqua furono i Romani che si insediarono nei pressi del torrente Aposa dove costruirono un numero acquedotti ben 2000 anni fa . Già nella metà del 1200 Bologna aveva un avanzatissimo sistema idraulico, si ha inoltre testimonianza che alla fine del 300 sulle acque derivanti dal Savena e del Reno c’erano 37 opifici e mulini , che divennero oltre 500 alla fine del 1700 .

A testimonianza dell’importanza che Bologna aveva per gli ingegneria idraulica è il fatto che anche Leonardo da Vinci si occupò della città e nei suoi studi, progettò la chiusa a gradoni del Battiferro che consentiva alle navi di superare lo sbalzo fra Bologna e Corticella . Incredibile pensare adesso che da Bologna si potesse navigare fino al mare e che da Cervia il sale arrivasse sulle barche, ma dal 1905 il porto venne chiuso e il trasporto fluviale venne sostituito da quello del treno perché risultava più veloce e meno costoso. Pertanto se un giorno passate per via del porto , per via Riva Reno o per tutte quelle strade che ricordano la vita sull’acqua , un attimo chiudete gli occhi e pensate che sotto di voi scorre l’acqua che un tempo era la vita della città e poteva portarvi fino all’orizzonte del mare.