MUNICH

Di Federico B., Enrico F. ed Eugenio L.   3H

 

Titolo origale.:

Munich

Produzione:

USA, 2005

Genere:

Drammatico

Regia:

Steven Spielberg

Cast:

Eric Bana, Daniel Craig, Geoffrey Rush, Mathieu Kassovitz, Hanns Zischler, Ciarán Hinds

Musica:

John Williams

Sceneggiatura:

Tony Kushner, Eric Roth

Durata:

2h e 40 min.

 

  

C’è un mistero che aleggia intorno a il film Munich, ultimo capolavoro di Steven Spielberg. Sembra infatti che la vendetta organizzata dal Mossad non ci sia mai stata e che il film del regista e il romanzo dal quale è stato tratto (Vendetta, di Gorge Jonas) sia solo una farsa come dichiara Zvi Zamir, ex capo del Mossad e responsabile dei servizi segreti israeliani.

Vi proponiamo, ora un’analisi dettagliata del film.

Monaco 1972. Undici, tra atleti e dirigenti della squadra Olimpica di Israele, vengono uccisi brutalmente da un gruppo di terroristi palestinesi.

In questo film si ricostruisce la storia che non è mai stata raccontata e pubblicata su giornali e riviste.

Secondo le testimonianze i un ex-agente del Mossad, si è venuto a sapere che il primo ministro israeliano, Golda Meir aveva incaricato 5 agenti del Mossad di vendicare le atrocità commesse ai danni della squadra olimpica israeliana, da parte dei terroristi palestinesi.

Al centro della vicenda è situato Avner, giovane patriota interpretato dall’attore australiano Eric Bana che dopo avere interpretato “Hulk” e vestiti i panni di Ettore in “Troy”si è calato ottimamente nella sua parte dopo aver incontrato faccia a faccia il vero Avner.

Malgrado la sua giovane età e la sua inesperienza, Avner diventa presto il capo di una squadra di quattro reclute specializzate, molto diverse fra di loro: l’esuberante autista dei mezzi utilizzati per le fughe, il sudafricano Steve (Daniel Craig); l’ebreo tedesco Hans (Hanns Zischler), che ha un vero talento per la falsificazione di documenti; il creatore d giocattoli belga, trasformatosi in un esperto fabbricante di esplosivi, Robert (Mathieu Kassovitz); e il silenzioso e metodico Carl (Ciaran Hinds), il cui compito è quello di cancellare le tracce dopo che gli altri hanno agito.
Da Ginevra a Francoforte, Roma, Parigi, Cipro, Londra e Beirut, Avner e la sua squadra girano il mondo in totale anonimato, seguendo le tracce di ogni uomo che compare nella lista segreta di obiettivi che hanno ricevuto e portando a compimento degli assassini escogitati nelle maniere più complicate, uno per uno.

IL NOSTRO PARERE

Il nostro parere su questo film è positivo soprattutto per tre motivi:

·     Spielberg è tornato ad affascinare utilizzando metafore, immagini e ricorrenze già viste in altri  suoi film. Una cosa che ci ha colpito sulla sua struttura è che il film non prende posizione rispetto ad israeliani e palestinesi. Questo è veramente un fatto nuovo, infatti tutti su tale argomento si sono schierati, in un modo o nell’altro. Il regista, ebreo di origine, tende, invece a dimostrare l’inutilità della violenza e lo fa cercando di comunicare fra le due parti attraverso dialoghi attentamente studiati e mette sullo stesso piano gli israeliani e i palestinesi. Ciò si può intendere nella scena in cui Avner si confronta con un capo squadra palestinese che gli espone i suoi pensieri, concludendo alla fine, amaramente, che sia gli ebrei che i palestinesi vivono la stessa situazione. Sono dei "senza patria";

·        la storia di Munich non segue una sola linea di esposizione ma si divide in tre intrecci separati;gli eventi pubblici delle Olimpiadi di Monaco, che hanno avuto luogo sotto lo sguardo penetrante dei media di tutto il mondo, il mondo segreto e pieno di ombre del Mossad che opera in tutto il mondo sotto una fitta copertura e i pensieri e i sentimenti dei cinque assassini che affrontano i propri conflitti psicologici derivanti dalla loro missione e le inquietanti domande che continuano ad assillarli: Chi stiamo uccidendo esattamente? Si può trovare una giustificazione? Questo fermerà il terrore? E, soprattutto, una volta entrati nella spirale dell'odio riusciremo mai ad uscirne?

·        la ricostruzione della vicenda e degli ambienti è bella e caratterizzante e richiama le scene dei film d’azione degli anni ’ 70

Un'unica cosa, purtroppo reale, ci ha lasciato un po’ depressi. Infatti l’ultima scena sottolinea le poche speranze per il futuro e la sensazione di non capire se stiamo andando avanti o tornando indietro rispetto al terrorismo.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Il film è complessivamente bello e ben realizzato. Lo abbiamo apprezzato in particolar modo per il realismo con cui i fatti vengono raccontati e con la cura scelta per la realizzazione dei personaggi. Dopo aver visto il film toccherà a voi decidere se prendere come veri i fatti raccontati da Spielberg o se fidarvi della testimonianza di Zvi Zamir, ex-capo del Mossad che afferma che il film realizzato da Steven Spielberg non è che una fiction.