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| Il momento che attendo tutti i week end è la domenica mattina, quando, dopo una passeggiata con Heidi, posso finalmente sedermi sul letto con il quotidiano sulle gambe. Oltre lo interminabili pagine di commenti politici e pezzi di sport che salto ogni volta, ci sono le notizie di cronaca dal mondo e dall’Italia che leggo sempre con interesse e alcune volte mi commuovo o arrabbio tanto le sento vicine. |
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La notizia che mi ha fatto più riflettere è sicuramente la polemica sullo show di Celentano che, da semplice programma televisivo segnato nei palinsesti della Rai nelle ultime pagine del giornale è diventata una notizia di cronaca di cui ogni giorno si sente parlare. | Per cercare di capirci un po’ di più in questa faccenda bisogna, secondo me, partire dal principio e chiedersi: a che cosa serve la televisione? | |
| La televisione ha il principale scopo informativo e di intrattenimento del pubblico. Per raggiungere questo scopo la gente che ci lavora deve essere molto esperta e capace, ma soprattutto deve tenere conto del target cioè del genere di persone che seguono determinati programmi. Di questo molto spesso non se ne tiene troppo conto e nascono così le polemiche e i dibatti. Basta solo guardare quanta gente incapace ci propinano che mettono in prima visione solo perché magari sono parenti di personaggi famosi e vogliono fare la stessa strada, ma non basta essere sponsorizzati, ma ci vuole studio e doti. | |||
| Tralasciando le persone nettamente non adatte alla televisione, ci sono quelle più esperte che, approfittano della loro popolarità, prendono troppo potere e gli vengono affidati incarichi che non gli competono come è successo a Celentano. Rockpolitik è il suo nuovo programma che va in onda ogni giovedì sera. La realizzazione del programma puntava ad una spettacolo coinvolgente e serio allo stesso tempo prendendo spunto dei momenti comici del genere di Zelig con molte prese di posizione e battute sarcastiche e maligne sulla politica. |
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Forse gli ingredienti dello show di Celentano non stati dosati bene e, come si poteva dedurre da tempo, ha prevalso la politica creando così forti opposizioni. Infatti alcuni sostegono che la diffusione gratuita di pareri politici sia sbagliata in quanto le persone più ignoranti, non capendo tanto bene la vita politica, ma sentendo dire dal loro leader della tv quale partito è “giusto” e quale no, potrebbero adattarsi senza ragionare con la propria testa. | ||
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Altri ritengono che la tv sia un mezzo pubblico dove ognuno può esprimere le sue idee a favore di chi crede sia capace di governare il paese. Secondo me, un programma del genere, non dovrebbe essere gestito da persone come Celentano e altri che sono cantanti e non c’entrano niente con la politica. Ognuno ha il suo compito e dei cantanti o attori non possono prendersi la responsabilità di diffondere la politica. Inoltre la fascia oraria in cui viene trasmesso è sbagliata, infatti è alla portata anche di bambini o adolescenti che possono lasciarsi condizionare o, ancora peggio, non riuscire più a distinguere ciò che è giusto o sbagliato, ciò che è musica e cultura con la politica.
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Gli argomenti trattati parlano di Bush, l’America, la politica italiana ecc… e, secondo me, il più sconveniente, è quello della religione e di papa Benedetto XVI. Infatti un argomento del genere può creare dubbi sulla propria fede e può essere irriverente. Questa mia grande contrarietà con Rockpolitik, nasce fin da prima che iniziasse, non per una sciocco pregiudizio ma basta guardare la martellante pubblicità che mandavano ogni 5 minuti già 2 mesi prima che iniziasse il programma. Era uno spot inquietante, diviso in puntate dove si vedevano solo pianti, distruzioni e uomini potenti che credevano di avere in mano il futuro della terra basandosi sulla ricchezza in denaro. I disegni erano forti e ti rimanevano impressi e anche la musica di sottofondo e il suono degli elicotteri da guerra era agghiacciante. In tutto questo terrore e odio il corpo di Celentano, disegnato come un cartone, si avviava nel suo blocco di pietra volante trasformando dall’estrema miseria, un mondo perfetto e impossibile da creare. Celentano sfida a viso aperto il colpevole delle disgrazie, delle guerre e carestie come se ci fosse un solo uomo responsabile di tutto. Ma l’esito finale non si saprà mai. Nella realtà, però, non è tutto così facile come ci vuole far credere, infatti le catastrofi non si possono cancellare in un batter d’occhio e tanto meno con un programma di politica.
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La musica
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di Marta M. 3°G |
La politica
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