IL FASCISMO E LA SCUOLA

ARTICOLO E PAGINA WEB DI FRANCESCO M.3^I

 

All’inizio della scuola, sfogliando gli indici dei testi scolastici che ogni anno cambiano di edizione, scopriamo di dover studiare argomenti apparentemente poco avvincenti quali “La fine della guerra”, “La nascita dell’U.E.” oppure “Cos’è la democrazia?”.

Si sa che noi studenti consideriamo la scuola poco coinvolgente e spesso siamo disinteressati agli argomenti proposti, ma non consideriamo che essa è stata la grande arma del fascismo nel giro di vent’anni e che esso l’ ha trasformata in un vero e proprio strumento della propaganda imponendo nel’29 un unico testo scolastico(ovviamente fascista) e influenzando le idee dei giovani italiani. Ma per capir bene quello che veramente è stato il fascismo occorre evidenziare, proprio come ha fatto la professoressa Paola Zagatti dell’ISREBO (Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna) un fatto fondamentale.

 

Per ottenere il consenso del popolo il Duce mirò alla “fascistizzazione” della radio, del cinema dei giornali (con l’istituzione di EIAR, LUCE e del Ministero della Cultura Popolare), istituì le adunate del sabato, a cui dovevano partecipare tutti i cittadini, che erano rigorosamente controllati dai capicaseggiato, le corporazioni e, infine, si dedicò ai giovani. Mediante una fonte storica (un libro di scuola) abbiamo scoperto molte cose. Per esempio, abbiamo saputo che tutti i bambini, inquadrati dal 1923 nell’Opera Nazionale Balilla, si trovavano nei loro quadernini racconti in cui veniva loro ordinato di obbedire ciecamente agli ordini, discorsi in cui  si festeggiava l’arrivo del Duce, canzoni che inneggiavano alla violenza o dialoghi da imparare a memoria in cui si spiegavano i motivi del razzismo e della guerra in Etiopia. Inoltre, nei loro quaderni, essi scrivevano spesso le sensazioni che provavano quando ascoltavano i discorsi del Duce e, con un addestramento militare, diventavano balilla.

A scuola essi impararono a considerare Mussolini come una madre protettiva, buona, sempre giusta, forte, intelligente, che ordinava ai bambini di diventare buoni soldati e alle bambine di diventare buone madri. Inoltre egli concedeva sempre colonie estive e prosperità, quindi bisognava essergli grati e riconoscenti.

Grazie a questa mostra abbiamo avuto modo di esaminare divisi in gruppi le fonti storiche messe a disposizione dall’ISREBO, approfondendo in modo attivo quando avevamo già studiato sul libro di testo. La lezione è stata per tutti interessantissima.