Marta M. 3G

 Pagina web: Elena C. 3H

 

Articolo n°38:

Gli stati adottano ogni misura possibile nella pratica per assicurare la protezione e le cure dei bambini coinvolti in un conflitto armato.

Il problema dei bambini minori sfruttati come soldati e non tutelati durante i conflitti armati è un argomento molto attuale; e si sentono spesso canzoni o brani che trattano questa problematica.

Mentre ci documentavamo sui diritti del fanciullo abbiamo casualmente ascoltato un pezzo alla radio che parlava dei bambini soldato. Questo argomento ci ha molto colpito e abbiamo deciso di approfondirlo.

Sempre più spesso i bambini divengono vittime delle guerre e vengono sfruttati sia come soldati e anche come obbiettivo di violenze sessuali. Altri bambini invece, vivendo in luoghi di guerra, rimangono gravemente feriti o disabili in modo permanente a causa degli infiniti strumenti di tortura e violenze che vengono sostituiti ai loro giocattoli quotidiani. Le mine sono un esempio di questo inganno, infatti la loro forma particolare e i colori le fanno sembrare giocattoli a cui i bambini si avvicinano rimanendo vittime delle esplosioni. I morti totali all'anno a causa delle mine sono circa 15000-20000 di cui un quinto è esclusivamente di bambini. Questi fenomeni sono stati di drammatica attualità nei territori della ex Iugoslavia.

Altre conseguenze dei conflitti armati che ricadono sui minori sono: traumi psicologici, fame, malattie, (la più comune è l 'HIV) e circa ventimilioni di bambini sono stati strappati dalle loro case e luoghi di nascita. Questo soprattutto accade in Africa, Sierra Leone e India.

Poi entra in gioco il mercato nero che compra i bambini e li utilizza per ogni tipo di sfruttamento e li costringe a commettere atrocità e a uccidere.

Un esempio significativo è stato l'attacco del settembre 2004 alla scuola di Beslan, nella Federazione Russa: Il 1° settembre 2004, alla riapertura dell'anno scolastico, un commando indipendentista ceceno, munito di esplosivi e armi da fuoco, fa irruzione in una scuola della città di Beslan (Repubblica dell'Ossezia del Nord, Caucaso, Federazione russa) e imprigiona oltre mille ostaggi. Più del 70% sono bambini.

Per due giorni la scuola è posta sotto assedio, gli ostaggi esposti come scudi umani, costretti in uno spazio molto ristretto e impossibilitati a mangiare e bere.

Il 2 settembre, grazie ad un lavoro di mediazione, 26 ostaggi vengono liberati: sono i bambini più piccoli e alcune donne.

Ma il 3 settembre a seguito di esplosioni e colpi di arma da fuoco, provenienti dall'interno della palestra, crolla il tetto della scuola. Questo dà il via all'azione delle forze speciali della polizia russa, che tenta di liberare gli ostaggi scatenando la feroce reazione dei terroristi. Il bilancio finale dell'intera operazione è pesantissimo: più di trecento i corpi che restano sul terreno al momento della liberazione

A nostro parere è una situazione civile che deve essere risolta in breve tempo perché quei bambini, come noi, hanno diritto ad una infanzia e alla libertà.

Tutelare l'infanzia di un bambino vuoI dire sia difenderlo, ma soprattutto garantirgli un futuro sicuro, aspetto che i bambini ad esempio quelli africani, non potranno avere.Questo fa si che diventino adulti infelici, frustrati o addirittura violenti, incapaci di distinguere il bene dal male , spingendoli così a commettere gli stessi errori subiti nell'infanzia.
Si crea, infine, un circolo vizioso che si può fermare solo grazie all'aiuto comune, alla collaborazione e alla solidarietà.
Paesi che reclutano minori di 18 anni nel loro Esercito
Australia Austria Bangladesh Bhutan Brasile Burundi Canada

Cile

Colombia Corea Croazia Cuba Danimarca EI Salvador
Estonia Finlandia Francia Germania Grecia Honduras India
Indonesia Iran Iraq Irlanda Israele Giappone Laos
Libia Lussemburgo Mauritania Messico Namibia NuovaZelanda Nicaragua
Norvegia Olanda Pakistan Perù Polonia Portogallo RegnoUnito
Sud Africa Spagna Stati Uniti Sudan Uganda Yugoslavia  

Paesi in cui vi sono minori che hanno partecipato a conflitti armati recenti