La prodigiosa convenzione sui diritti dell’infanzia parteggia per la sua incolumità

Elisir di lunga vita

Una famiglia per tutti: un dovere dello Stato

di Margherita C. e Eugenia T.
web a cura di Ludovico B.B

Cosa significa l’espressione “libertà di coscienza” per chi ha meno di 18 anni? Tenero, carino, lunatico, dado, tato, bimbo, chicco, cocco, amore, tesoro, ragione di vita, pupo, cucciolotto, cuccioletto, fantolino, lattante, infante, adolescente, davanti alla legge sono tutti uguali. E purtroppo non hanno voce in capitolo.

 

Qualcuno fa finta di ascoltarli, si vanta di dedicare loro attenzione, pochi sono quelli che tutto ciò lo fanno davvero; quindi forse la libertà di coscienza diventa la scelta tra spiderman e batman, barbie e shelley, la playstation e la posta elettronica, il cellulare e il telefono di casa. Le nuove generazioni crescono ambiziose, la parola d’ordine: fare tutto e subito.

Senza la famiglia non si è neanche in grado di operare queste scelte, talvolta banali e magari scontate; il rapporto con la famiglia, il fondamentale e basilare sostegno che essa da ad un bambino per svilupparsi in maniera corretta, non può mancare; ma qualcuno ne è stato privato nonostante la magica eroica super-convenzione stillata dall’ONU: in essa molti articoli trattano questo toccante tema.

Un’identità, un nome, una vita, una famiglia, che non è solo un gruppo di persone che vivono insieme, ma è anche una fede, un impegno, un supporto, la scuola del saper vivere e della civiltà; una fonte di conoscenza, di cultura, di tradizioni, un luogo dove imparare la tolleranza, la religione. Nessuno nasce sapiente.   

Il disagio familiare durante la guerra

Scappare nella situazione di panico della guerra, tenendosi aggrappato alla mano della

mamma, poi in un attimo perdere quel contatto e non vederla più nel caos della fuga: il peggior incubo di tutti i bambini: rimanere soli in mezzo ai pericoli di un conflitto è purtroppo una realtà per migliaia di bambini. E’successo in Ruanda, in Sudan, in Sierra Leone, nello Zaire, in Angola e nel Kosovo.

In Ruanda, UNICEF e Croce Rossa, hanno ideato dei progetti di riunificazione familiare che si sono rivelati molto proficui.

Sono state affisse, in grandi tende appositamente attrezzate nei campi profughi, della foto dei bambini dispersi senza il loro nome, però, per tenere lontani i malintenzionati. Chi ha perso il figlio, opportunamente assistito dagli operatori del progetto, incaricati di costituire una banca-dati sui bambini dispersi, si reca a esaminare le foto. Quando un genitore riconosce il proprio figlio in una foto, il ricongiungimento avviene con l’assistenza del personale specializzato che aiuta i bambini a gestire la grande emozione del momento.


Grazie a questa iniziativa, circa 40.000 bambini sono stati ricongiunti alle loro famiglie.

Q u a n d o  i  b a m b i n i  p a r t e c i p a n o  d a v v e r o

I bambini sono senza dubbio i membri della società più fotografati e meno ascoltati. Fingere di dare voce ai più piccoli per poi essere sottolineati come adulti “politicamente corretti” è uno degli stratagemmi più frequenti tra i politici nazionali e gli amministratori locali.

Il Comitato dei Dieci è sempre vigile nel valutare le iniziative degli Stati per promuovere il diritto alla partecipazione e all’espressione delle opinioni da parte di bambini e adolescenti. Lodi sono state rivolte ad esempio alla Slo-venia, che ha istituito per legge i “parlamenti scolastici”, e al Senegal, dove è stato creato un Parlamento dei Bambini con funzioni consultive sui problemi dell’infanzia, convocato periodicamente dall’Assemblea Nazionale… adulta.

Nel marzo 1999 in Salvador, nello stesso giorno in cui gli adulti votava-no per le elezioni politiche, i bambini di 6 regioni del paese si sono recati alle urne per indicare al futuro Presidente della Repubblica quali siano, tra i diritti della Convenzione, quelli che essi ritengono meno applicati.

Anche nella provincia di Rio Cuarto (Argentina) migliaia di bambini e ragazzi dai 4 ai 17 anni hanno votato sui loro problemi e diritti mentre gli adulti vota-vano per le elezioni presidenziali (settembre 1999). I più piccoli hanno potuto esprimere la loro idea con un disegno anziché per iscritto.

In diversi paesi, rappresentanti dei più giovani partecipano a vario tito-lo alla vita cittadina. In numerose municipalità della Spagna vengono eletti dei “sindaci bambini”, che presiedono consigli comunali “in erba” secondo le procedure democratiche delle omologhe istituzioni adulte.

In Italia l’UNICEF promuove la partecipazione dei giovanissimi ai “Consigli comunali aperti” indetti dai circa mille Sindaci che hanno ricevuto ufficialmente la nomina a “difensore ideale dei bambini”. Le scolaresche si presentano al Sindaco con proposte concrete sulle politiche locali per l’infanzia e l’adolescenza, e al ritorno in classe analizzano le deliberazioni del Consiglio comunale.