9/03/06
BIBLIOTECA DI VILLA SPADA

 
 

 
 

     articolo di Lorenzo G. Edoardo O. e Giovanni P.
web a cura di Chiara C. e Chiara S.

 
 

ANNA GENNI MILIOTTI RISPONDE ALLE DOMANDE DI ALCUNI RAGAZZI 

DELLA SCUOLA MEDIA CARRACCI

 

In occasione della Fiera del Libro per ragazzi, che tutti gli anni a Bologna si tiene con grande partecipazione di addetti ai lavori e curiosi, alcuni scrittori propongono i loro libri incontrando i giovani cui le loro storie sono rivolte.

E’ il caso di Anna Genni Miliotti che è stata intervistata dagli alunni delle classi II G e II I della Scuola media Carracci sul libro ancora inedito ( ma letto dai ragazzi ancora in bozza) “ Quello che non so di me”  .

Tema: l’adozione.

La scrittrice, mamma di due ragazzi adottati, ricostruisce  e racconta la sua esperienza di “mamma di cuore” anche se non di pancia.

 

Tratto da La Repubblica del 28 marzo 2006:

La mattina del 29 marzo si svolgerà, alla biblioteca di Villa Spada, l’incontro con Anna Genni Miliotti, l’autrice di Quello che non so di me, protagonista di una vera storia di adozione. Quella di Dasha, adottata in Italia, che affronta il lungo viaggio a ritroso nel suo paese di origine, la Russia per ricostruire il suo passato ”.

     

 
  Partecipanti: all’incontro hanno partecipato anche Maria Rosa Dominici, psicoterapeuta e consigliere della Corte di Appello di Bologna, Sezione Minori, e Marcello Rocchi, un ragazzo cileno adottato a due mesi da una famiglia italiana. Il giovane ha raccontato la sua commovente esperienza ed ha espresso la profonda gratitudine per i suoi genitori adottivi, rivelando che vorrà seguirne l’esempio. 
 

 
Nome: Anna Genni  
Cognome: Miliotti  
Età: 56 anni  
Luogo di nascita: Firenze  
Curriculum Studii : Liceo Classico e Scienze Politiche  
Quando e perché ha deciso di scrivere: da giovane ha scritto alcune ricerche sulla piccola e media impresa, ma la sua esperienza di adozione le ha poi ispirato  racconti e romanzi per bambini  
Sogni nel cassetto: diventare Famosa!!!  
Genere e libro preferito:  “La colomba” di Dacia Maraini  
 

Chi si aspettava una scrittrice seria e distaccata, ha dovuto ricredersi: Anna Genni Miliotti è una signora comunicativa, cordiale, entusiasta e, con il suo lieve accento toscano, si è prestata all’interrogatorio dei ragazzi con grande disponibilità.

 

 

 Le domande sono state tante, ecco le più importanti:

   

1)     Può un single o una coppia di omosessuali con l’attuale legislazione adottare un bambino? E se non possono ancora farlo, ci sono proposte in questo senso?

I single possono adottare solo in un caso speciale: quando si consolida un rapporto tra adulto e bambino molto forte, ma questi casi sono  rari. C’è stata una forte discussione su questo tema e sono state fatte delle proposte. A riguardo degli omosessuali, questa legge non è stata approvata, mentre in Inghilterra e Stati Uniti, questa legge è già in vigore.

 

2)     Ci è sembrato dal libro che la sua vita sia come la fiaba di Pinocchio, perché anche questa simboleggia il desiderio da parte di un adulto di un figlio per donargli amore e lasciare un segno nel tempo.

E’ vero: questa fiaba assomiglia alla mia vita

 

3)     La fiaba che apre il libro, “La bambina di neve”, da dove l’ha tratta?

           E’ una fiaba della letteratura Russa e l' ho sentita in un convegno negli Stati  Uniti.

 

4)     Sua figlia l’ha aiutata a scrivere il libro?

             Si, mi ha aiutata a scrivere la sua vita.

 

5)     Secondo lei è giusto considerare questo libro come una doppia biografia?

      Si, ma  si può considerare anche una tripla biografia: mia, di mia figlia e della sua mamma russa.

 

6)     Come mai suo figlio e suo marito nel libro appaiono così poco?

 E’ nata una storia più di madre e figlia, più al femminile anche perché, se avessi parlato di tutti, sarebbe stato un romanzo lunghissimo.

 

7)     Il titolo del libro “Quello che non so di me” ci ha molto attratti, come le è venuto in mente? 

All’inizio il titolo era “La rosa dei venti”, ispirata all’ultimo capitolo, ma gli editori mi hanno aiutata a cambiare titolo.Credo sia stata una scelta efficace.

 

                                                   

*   Il bello di un libro, è che viaggia lontano, oltre lo spazio che tu come persona potresti percorrere

 

*   E’ l’incontro. Quell’incontro da dove inizia la nuova vita della famiglia adottiva, l’incontro come l’inizio di tutto.

 

*   Tante sono le ansie della coppia per quell’incontro: “Piacerò? Sarò accettata? Sarò accettato?” Uguali sono le ansie del bambino: “Piacerò? Sarò accettata? Sarò accettato?”

 

*   Amore ed essere finalmente amati, favoriscono il nuovo attaccamento affettivo del cuore.

 

* “E’ stato come avevamo sempre sognato. L’abbiamo preso per mano e ce ne siamo andati via, insieme.”

 

L’intervista si è conclusa con un lungo applauso, tanta commozione, ringraziamenti ai partecipanti, elogi ai piccoli giornalisti “in erba” e….

autografi a volontà.