Sono state scoperte in Africa altre fabbriche di palloni che sfruttavano i bambini.

di A. Marco A, Alessandro B. , Jacopo B,  Ludovico B.B., Francesca D.L.,  Giulia N.,  Riccardo T. 

Classe 3^G

Pagina web a cura di Francesca Z. e Federica S.

La risposta è no, o  almeno  non tutti

INTRODUZIONE

Nei paesi poveri come il Pakistan, Perù, Nepal ecc… lo stipendio che guadagna un adulto non basta per mantenere la propria famiglia, così i genitori sono costretti a mandare i figli a lavorare nelle fabbriche per guadagnare qualcosa in più.

Lo sfruttamento del lavoro costituisce una grave violazione dei diritti dei bambini. La causa principale dello sfruttamento minorile è la povertà delle famiglie.

 

I numeri dello scempio:

250 = milioni di bambini dai 5 ai 14 anni di età sfruttati.

 

È una vergogna!

Da una ricerca dell’UNICEF risulta che il 61% del lavoro minorile è concentrato in Asia

In Italia i bambini (numero imprecisato, circa 300.000)vengono sfruttati come camerieri , nelle sartorie e nelle piccole aziende artigianali

 

 ALCUNE TESTIMONIANZE

 

Una testimonianza è quella di Latif, un ragazzo pakistano di 11 anni, che cuce palloni da 4 anni. Latif ha cominciato a lavorare per un parente, ma adesso è un dipendente di una fabbrica, ed ha un vero e proprio padrone.

Latif lavora dalle 9 alle 10 ore al giorno.

Ora, a forza di cucire i palloni, le sue mani si sono deformate, e quindi non può fare altro che cucire.

Un'altra testimonianza è quella di alcune bambine che tessono tappeti. Vengono sorvegliate da un adulto, che si accerta che lavorino, altrimenti vengono picchiate.

Uno dei sogni di questi bambini è quello di poter andare a scuola ma non ne hanno la possibilità.  Un libro può aprirvi la mente su questi sfruttamenti: “Storia di Iqubal” di Francesco D’Adamo.

 

Fino a poco più di cent’anni fa lo sfruttamento minorile era ritenuto legittimo in gran parte del mondo, ma nel corso degli ultimi decenni ci sono state numerose iniziative per sopprimere questa piaga.

Si tratta di provvedimenti significativi che hanno portato molte imprese ad evitare l’impiego di lavoro minorile per non danneggiare la loro immagine. Queste iniziative però non hanno effetto nei paesi in via di sviluppo dove gli individui che promuovono l’abolizione del lavoro minorile pagano il loro impegno con la vita.

 

Questi poveri bambini vengono costretti a lavorare in condizioni pessime, in luoghi privi di luce, malsani; 

 

 

essi vengono privati di ogni forma di libertà, persino la più normale: quella di giocare.

 

Per tutelare i loro diritti moltissime associazioni  umanitarie organizzano convegni, realizzano spot pubblicitari e fanno molte indagini.

Nel 1994, per esempio, un servizio televisivo ha informato i tedeschi che i tappeti nepalesi da loro comprati erano fatti da manine di bambini. Nel giro di pochi mesi la vendita di prodotti nepalesi si è ridotta drasticamente !!!!!