La Convenzione O.N.U. per i diritti dell’infanzia riconosce il diritto del fanciullo ad avere un'educazione

Istruzione, un diritto per tutti

Per i minori in carcere l’istruzione è alla base del loro reinserimento nella società

bambino

Il principio del diritto all’istruzione per i bambini, citato nell’articolo 28 della convenzione ONU per i diritti del fanciullo, è uno dei pochi argomenti condivisi da tutti, dai politici di tutte le fazioni, dalle persone dei vari ceti.

Quando però viene ricordato che questo diritto comprende anche i minori che, avendo infranto la legge, sono rinchiusi negli istituti di correzione, allora cominciano a sorgere alcuni dubbi.

 

1.       Quando una persona, benché adolescente, commette un reato, perde tutti i suoi diritti o deve essere trattato con umanità e rispetto come gli altri?

2.       Non sarebbe un atto irrispettoso, soprattutto verso le famiglie delle vittime, dare una possibilità di reinserimento anche parziale a colui che ha sbagliato?

Permettere ad un giovane criminale di studiare a spese dello stato vorrebbe dire permettergli di tornare in libertà con conoscenze tali da consentirgli di ricostruirsi una vita, ma chi ci assicura che non ricomincerà a rubare o che non commetterà gli stessi errori del passato?

Queste domande attendono una risposta che non esiteremo a dare.

Lo scopo delle carceri e dei riformatori è, appunto, di riformare e di rieducare l’individuo. Essendo l’istruzione alla base dell’educazione, è palese che l’obbligo allo studio debba essere esteso anche ai giovani carcerati.

Su come fronteggiare il problema della criminalità minorile e del recupero dei giovani è in corso un dibattito acceso.

In questi anni si è creata un'emergenza giustizia poiché è aumentato il numero dei ragazzi denunciati e sottoposti a procedimento penale, troppi rispetto ai mezzi e alle risorse umane che hanno i Centri per la giustizia minorile.
In cella una personalità non formata può solo peggiorare perché cresce identificandosi in figure delinquenziali e negative. Lo confermano i fatti. Il 95 per cento dei ragazzi che delinque da giovane e conosce il carcere, non si recupera: diventerà un criminale da grande.

Rieducare è stata finora un'impresa difficile se non impossibile e l’atteggiamento delle persone di rifiuto verso un criminale non fa che aumentare il suo odio che lo porterà, una volta uscito di prigione, a ricominciare a sbagliare.

Un esempio che lascia ben sperare è il processo di rieducazione iniziato in questi ultimi anni nei confronti di Erika, che insieme al fidanzato Omar, ha ucciso mamma e fratello.

L’atteggiamento positivo nei confronti dello studio, assunto dalla ragazza, fa ben sperare in un suo futuro reinserimento nella società

La società si dovrebbe pertanto impegnare per evitare che la galera sia la soluzione unica e finale.
Occorre sempre tener presente che quando viene commesso un atto di criminalità a spese di qualcuno, chi lo commette non mostra certo rispetto, né tanto meno umanità, nei confronti della vittima; comportandoci allo stesso modo nei suoi confronti non faremmo che metterci al suo stesso livello.

"Una scuola nell’isola che c’è"

 

Gianluca Guida, direttore dell'Istituto penale per minorenni di Nisida, isoletta del golfo di Napoli, ha avviato un processo di recupero giovanile affiancato da personale specializzato che opera sui ragazzi detenuti.

Nisida vista dal Parco Virgiliano

"Il progetto educativo tutela i diritti all’istruzione dei ragazzi e cerca di dare vita ad un 'ambiente' adatto ai giovani a cui si rivolge.
 

Questa iniziativa favorisce sia un loro graduale reinserimento nel tessuto sociale che la cura delle relazioni affettive primarie attraverso la creazione di spazi e tempi idonei a preservarle e mantenerle"..

Il progetto prevede inoltre la creazione di spazi educativi e di percorsi di formazione collettivi ed individuali.

Durante l’anno scolastico 2002-03, è stata inaugurata una biblioteca all’interno dell’istituto in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Napoli.

 

Emozione e felicità. Bianca B., Federico D'A., Flavia G. 3^G