La convenzione internazionale sui diritti del fanciullo è un trattato internazionale

ratificato dal Parlamento italiano

       L'egida degli innocenti  

                       

 

Iqbal Masih: uno di noi...

di Elisa B., Angelica M.,  Andrea Martina Z. 3^g

web di Marta M.

 

 
 Chi non ha mai sentito parlare di bambini sfruttati? Tutti almeno una volta nella vita hanno sentito vicende come queste. Fino allo scorso secolo lo sfruttamento minorile era ritenuto legittimo in gran parte del mondo, ma nel corso degli ultimi decenni ci sono state numerose iniziative per abolirlo.
    L'articolo 32 della convenzione sui diritti dell' infanzia, adottata da tutti gli stati del mondo esclusi la Somalia e gli Stati Uniti, tratta il tema dello sfruttamento minorile: gli stati si impegnano a proteggere i bambini contro un eventuale sfruttamento economico e contro ciascun lavoro che metta in pericolo la loro vita e/o il loro sviluppo.

 

 Ma in alcuni stati i bambini più sfortunati vengono comunque costretti a lavorare in pessime condizioni, in luoghi bui e malsani, vengono anche privati  di ogni forma di libertà, persino della più scontata: quella di giocare.

 

Un esempio è dato dalla tragica morte di Iqbal Masih: un bambino pakistano che, come tanti altri, fin dall' età di quattro anni è stato oppresso da un fabbricante di tappeti. Per sei anni lavorò e subì pesanti pene a causa delle sue frequenti ribellioni.
A dieci anni riuscì a fuggire e cercò rifugio presso la più importante organizzazione pakistana contro la schiavitù. Iqbal, inoltre contribuì alla liberazione di altri tremila bambini produttori di tappeti. Il 16 aprile del 1995, Iqbal venne assassinato dal suo principale rivale: la mafia dei tappeti.

 

Per risolvere il problema dello sfruttamento minorile sarebbe necessario sostenere le imprese dei paesi in via di sviluppo a rimanere competitive senza ricorso al lavoro dei bambini.