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Il 27 gennaio del 1945 i soldati dell'armata rossa entravano ad Auschwitz ed oggi in questo giorno sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.
Dal luglio 2000 la
Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, "Giorno della Memoria",
al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana
dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la
prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti
diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della
propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. |
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Personalmente io penso
che sia molto importante ricordare ogni anno questo giorno, nelle scuole e
tra i ragazzi, perché trasmettano a loro volta quello che è successo alle
generazioni future, in modo che sappiano ricordare per non ricommettere un
errore così grande e incancellabile. Scriveva
Primo Levi che il vero incubo per i sopravvissuti ai campi di sterminio
nazisti era la memoria: il non essere creduti, l’indifferenza delle persone,
la voglia di dimenticare che avvolse la società italiana nel dopoguerra,
lasciando a chi era uscito vivo dai campi di sterminio nazisti, segni
profondi quanto quelli della prigionia. Per noi ragazzi è importante non
dimenticare quanto è accaduto e ascoltare le testimonianze di chi è vissuto
in quegli anni, per non dimenticare tutto questo anche quando loro non ci
saranno più. |
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Una delle poesie più significative di quell’ epoca è SE QUESTO E’ UN UOMO di Primo Levi: Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per un pezzo di pane Che muore per un sì o per un no . Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi. Primo Levi
di Annalisa A.
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