La bambinaia francese

 

 


Autrice:
Bianca Pitzorno
 

 


Parigi 1832. Sophie è una bambina di nove anni, orfana, senza soldi, che rischia di finire all’Ospizio di Carità. E’ un colpo di fortuna per lei bussare proprio alla porta di Céline Varenes, una ricca ballerina dell’Opéra francese. Céline, donna generosa e gentile, la accoglie nella sua casa e Sophie cresce istruita e circondata di affetti. Il suo migliore amico è Toussaint, un intelligente e sempre disponibile ragazzo nero, trattato come un uomo libero in casa di Céline.
 

Tuttavia qualcosa sconvolge questo quadretto perfetto: Céline viene accusata di un reato che non ha commesso, viene imprigionata e perde la memoria in seguito ad una caduta. Toccherà a Sophie e Toussaint aiutarla e prendersi cura della sua bambina, Adéle, che rischia di restare imprigionata in un misterioso castello in Inghilterra, fra le grinfie del padre, un uomo severo e chiuso, che dopo aver spezzato il cuore di Céline, ora vuole strappare sua figlia alla Francia e impartirle una dura educazione inglese.

Insomma, un altro capolavoro di Bianca Pitzorno, che attraverso le righe di questo romanzo lascia trapelare insegnamenti di uguaglianza, libertà, rispetto delle altre culture e apertura mentale. Inoltre in questo libro sono citati anche grandi scrittori dell’Ottocento come Charlotte Bronté e Victor Hugo a cui, ( come ho letto sul retro della copertina) l’autrice ha voluto rendere omaggio. Nella storia, infatti, è grazie ai loro libri che Sophie si istruisce ad ideali di uguaglianza, purtroppo traditi dalla Rivoluzione Francese ( in cui è morto suo padre) . Grazie al suo maestro, il “Cittadino Marchese” impara che le donne non hanno proprio nulla in meno degli uomini e dovrebbero avere le stesse opportunità, concetto che a quell’epoca era impensabile.

 

 

Che dire? Questo libro mi è piaciuto moltissimo, sia la trama che i personaggi, come quello di Sophie, che nonostante abbia vissuto un’infanzia infelice, è sempre serena e piena di speranza e non perde l’occasione di aiutare il prossimo, come Céline ha fatto con lei. E’ facile immedesimarsi nel suo personaggio anche perché metà della vicenda è raccontata da lei in prima persona. Il resto della storia è narrato attraverso le lettere che Sophie si scambia con Toussaint, dalla Francia all’Inghilterra e viceversa ( anche questa è una trovata molto originale). Non per niente Bianca Pitzorno è una delle mie scrittrici preferite. Trova sempre modi divertenti e nuovi per trattare temi che, come in questo caso, sono molto importanti.


Consiglio “La bambinaia francese” a chiunque abbia voglia di immergersi in una trama complessa, ma affascinante e di sbrogliare la matassa dei misteri insieme ai protagonisti della storia.
 

Silvia M. 3^H