I fumetti  
 

Il Consigliere

Da povero a ricco

 

Io, Camilla da Aquisgrana, sono la figlia di un nobile feudatario.

Mio padre è il fratello maggiore di Orlando, un giovane paladino che è morto combattendo contro i Saraceni, a Roncisvalle, sui Pirenei.

Mi dispiace che mio zio sia morto prima della mia nascita: mi sarebbe piaciuto conoscere quell’eroe.

L’ imperatore Carlo Magno ha donato a mio padre, per ricompensarlo della perdita, un feudo molto grande.

Mio padre dice che dobbiamo essere fieri di suo fratello, perché era buono, anche se troppo orgoglioso.

Io dico che ha proprio ragione.

Ho una vita banale, mentre credo che quella di Orlando sia stata molto movimentata.

Nel castello di mio padre io mi annoio a morte.

Quando ero più piccola era diverso: potevo correre, saltare ed andare a giocare nei giardini.

Ora, invece, sto chiusa tutto il giorno nella mia camera, anche per i pasti, che mi vengono portati gentilmente dalle serve di mia madre.

Per gli schiavi, i servi della gleba e i contadini liberi è diverso: lavorano tutto il giorno come cani bastonati.

Mio padre li spreme come limoni: si fa pagare tasse molto esose, chiama i contadini facendosi prestare la corvée(cioè il lavoro obbligatorio per tre giorni alla settimana).

Mio fratello Malcom combatte per mio padre.

A lui hanno insegnato a leggere e a scrivere, oltre all’arte delle armi.

Quando avevo sette anni sgattaiolavo nella sua camera: lì un signore gli insegnava il latino, il greco, la filosofia.

Anch’io volevo imparare queste cose, ma, siccome sono una femmina, non mi è stato permesso impararle.

Mi piacerebbe ribellarmi alle ingiustizie che ci sono attorno a me, ma credo che non cambierebbe niente.

 

Camilla F. (2°H)