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Nel castello di mio padre io mi annoio a morte.
Quando ero più piccola era diverso: potevo correre, saltare ed
andare a giocare nei giardini.
Ora, invece, sto chiusa tutto il giorno nella mia camera, anche per
i pasti, che mi vengono portati gentilmente dalle serve di mia madre.
Per gli schiavi, i servi della gleba e i contadini liberi è diverso:
lavorano tutto il giorno come cani bastonati.
Mio padre li spreme come limoni: si fa pagare tasse molto esose,
chiama i contadini facendosi prestare la corvée(cioè il lavoro
obbligatorio per tre giorni alla settimana).
Mio fratello Malcom combatte per mio padre.
A lui hanno insegnato a leggere e a scrivere, oltre all’arte delle
armi.
Quando avevo sette anni sgattaiolavo nella sua camera: lì un signore
gli insegnava il latino, il greco, la filosofia.
Anch’io volevo imparare queste cose, ma, siccome sono una femmina,
non mi è stato permesso impararle.
Mi piacerebbe ribellarmi alle ingiustizie che ci sono attorno a me,
ma credo che non cambierebbe niente. |