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Articolo di Andrea Martina Z. Pagina web a cura di Elisa N. |
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OBIETTIVI DEL GIORNO
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Ti prepari un bel caffè, sperando che ti tiri su. Ma la macchinetta scoppia e te lo rovesci tutto addosso. Vai in bagno per lavarti, ma scivoli sulla saponetta. Così un bell’occhio nero ti accompagnerà per il resto della giornata. Stai entrando in macchina, ma la camicia si aggancia alla portiera e si strappa. Per fortuna hai la maglia di ricambio. Riesci a partire. Sì, a partire. Due metri… Stop! È finita la benzina. Sono le otto di mattina e alle nove hai una importante riunione che potrebbe cambiarti la vita. Chiami un taxi, ma trovate traffico e arrivate tardi. Il capo, ormai stufo dei tuoi continui sbarramenti, ti retrocede di grado. Vai al bar sotto l’ufficio, sperando che un bel canolo importato direttamente dalla Sicilia ti tiri su il morale, ma purtroppo ti sbagli: la deliziosa prelibatezza triangolare si tramuta in una catastrofe totale, lo rovesci tutto sui pantaloni. | ||
| Il guaio più grande, però, è che tra dieci minuti devi andare a pranzo con la tua ragazza. Miss perfezione si presenta al ristorante impeccabile come sempre. Vedendoti così sporco, con una maglietta al posto della camicia, un occhio nero e una macchia sui pantaloni, scappa via imbarazza. | |||
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La chiami e per farti perdonare prenoti il ristorante più lussuoso di Venezia. È fatta, alle otto e trenta seduti al tavolo. Il guai di avere una ragazza è che hai sempre il portafoglio “bucato”. Sei a corto di contanti perciò vai in banca a prelevarli, ma il bancario ti annuncia che il tuo conto è stato prosciugato. Vorresti che questo giorno non fosse mai incominciato, vorresti alzarti dal letto come se nulla fosse. Ma purtroppo non puoi, una galante e salata serata ti attende. Vai da tua madre a chiederle un prestito che non ti nega. Ti prepari per la fantastica cena: cambi i vestiti, recuperi la macchina e ti avvii al ristorante. L’appuntamento è alle otto e trenta, tu alle otto e dieci sei già seduto al tavolo. 8.40, 8.50, 9.00. non arriva. La chiami, non risponde. Illuso, credi sia successo qualcosa. Vai a casa sua. Via Cristoforo Colombo numero quattro, settimo piano. Suoni, ma non apre nessuno. Risuoni, niente. Non del tutto convinto, ti arrampichi su per la grata. Hai le vertigini, ma per amore questo e altro. Quinto, sesto… finalmente sei arrivato! |
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| Ma una spiacevole sorpresa ti attende: la vedi fare moine a un macho. Rompi il vetro (anche perché salire è un conto, scendere un altro), una rapida scenata di gelosia e via che ti fiondi giù per le scale distrutto e accecato dal dolore. Pensi che la tua vita non abbia più senso. |
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Vorresti buttarti giù dal Ponte Dei Sospiri, ma il passante della cintura si aggancia a uno spuncione. Provi da un altro ponte, ma un camion pieno di paglia attutisce la caduta. Sempre con la stessa voglia di farla finita vai a casa, prendi la pistola di tuo padre, tela punti in testa e….. PUM. Sei morto, ce l’hai fatta. È finita. Ma perché non provi dolore??? Forse, perché la pistola non era carica. Ti convinci che non è la tua ora. Deciso a finire la giornata vai a letto. Evitando spiacevoli equivoci, come trovare la testa di un cavallo morto sotto le lenzuola, vai a dormire sul divano. |
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OBIETTIVI DEL GIORNO:
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…Avete presente le giornate Sì? Cominciano tutte allo stesso modo…. |
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